Cimitero abbandonato di Darola (Lucedio)

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Ho scritto molti articoli su questa zona del vercellese, e continuerò a scrivere ancora nel futuro… Lucedio o più generalmente la zona di Trino è un vero e proprio “tesoro” dell’abbandono, del mistero e del fascino antico. Moltissime sono le storie e leggende legate a questo territorio, Darola altro non è che un luogo unico, dimenticato, ove al suo interno giacciono segreti e storie, dimenticate dal riflusso incontrollabile del tempo.

Il cimitero di Darola si trova nelle immediate vicinanze del Principato di Lucedio, a meno d’un chilometro dalla chiesa della Madonna delle Vigne, lungo la “strada Grange”, antico collegamento che ancora oggi connette Lucedio con la cascina Darola, una grande cascina dai toni ottocenteschi, uno dei tanti possedimenti voluti dai frati cistercensi nel 1400, all’epoca in cui il territorio venne bonificato per la coltivazione del riso.

Non si conosce la data in cui venne costruito questo cimitero, è molto probabile che sia esistito già intorno al 1500, con diverse variazioni di posizione e modifiche varie, è comunque certa la sua esistenza durante la fase successiva alla metà del ‘600. Oggigiorno come 300 anni or sono, il cimitero in questione non ha mai goduto di buona fama, famoso per fatti di sangue, riti oscuri e leggende al limite della credibilità, Darola ha da sempre fatto parlare di se come luogo sinistro, oscuro e portatore di sventura. La sua storia si può identificare a doppio filo con la vicina e sconsacrata chiesa della Madonna delle Vigne, sconsacrata nel 1784 dal Papa Pio VI in persona, in seguito a continue voci di fatti peccaminosi e riti oscuri. Lo stesso cimitero di Darola venne a contatto con strani avvenimenti, risalenti al 1684 dove alcune ragazze e suore del principato di Lucedio (pare) parteciparono ad alcuni sabba nella chiesa del cimitero. Oltre a questi fatti (più o meno registrati da attendibili documentazioni dell’epoca), altre storie simili sono legate ai monaci del vicino Principato di Lucedio che (sempre secondo la leggenda) si narra vennero colpiti da degenerazione sessuale e blasfema, che s’abbatté sugli abitanti del territorio.

Oggi il cimitero è in completo stato di degrado, non è utilizzato da almeno 60 anni e da almeno mezzo secolo non è stata fatta una sola manutenzione. L’erbacce, i rovi e gli alberi invadono questo piccolo spazio di terra, circondato da un muro di mattoni e protetto da un semplice ed inquietante cancello in ferro battuto. L’erba è talmente alta che è difficile raggiungere la chiesa all’interno del cimitero, ma grazie al fatto che sono molti i curiosi (e non) a visitare questo luogo, un piccolo sentiero permette di raggiungere facilmente l’interno. Si salvano solo due strutture: la Chiesa ed un anonima tomba di famiglia.

La Chiesa è la struttura nelle condizioni “migliori”, l’esterno è invaso dalla vegetazione, una edera la sta lentamente “mangiando” regalando un atmosfera decisamente spettrale, un piccolo porticato a tre arcate a vela precede l’entrata. L’interno, a navata unica, è puro degrado, con decine di lapidi rotte lungo tutto il pavimento, polvere, calcinacci e resti d’antiche tombe aperte, profanate da gente senza scrupoli, sono teatro di quella che un tempo probabilmente era una struttura ricca di marmi e sculture. Curiosa la presenza d’un fiore, all’interno della chiesa, segno che ancora oggi c’è chi viene a rendere omaggio a coloro che sono (o erano) sepolti in questo luogo. Nel complesso la chiesa non è assolutamente pericolante ed il tetto è ancora in buone condizioni, vandalismo permettendo è una struttura che potrebbe durare ancora per decenni senza mostrare alcuni tipo di cedimento. Interessante l’epigrafe all’esterno della chiesa, risalente al 1904, è la triste e commuovente storia d’un padre che seppellì le sue due figlie gemelle nel 1868.

La seconda struttura è la tomba di una famiglia, le tombe all’interno sono state tutte aperte ed in parte trafugate, è la struttura più in pessime condizioni, ormai completamente avvolta dalla vegetazione.

Considerazioni personali:

Nei miei articoli normalmente non scrivo mai delle note personali alla fine dell’articolo, ma non in questo caso, ci tengo a precisare che questo luogo, malgrado sia in completo stato d’abbandono sia comunque una proprietà privata, qualche anno fa era protetta da un lucchetto, che poi successivamente è stato forzato. E’ comunque possibile entrare, ma comunque con un certo grado di rispetto dato che il luogo è già in stato di degrado.

Io non credo molto alle leggende e sono una persona piuttosto razionale, ciò non toglie che questo luogo sia decisamente fuori dall’ordinario. L’origine di queste credenze può aver avuto origine dai culti Pagani, molto in voga tra la popolazione ancora in tempi piuttosto recenti (1600) che per via dell’ignoranza venivano spesso scambiati per culti demoniaci. Piccola curiosità: quando sono entrato la prima volta c’erano anche altri curiosi (che non conosco) che nel giro di pochi minuti, dopo esser’entrati, sono quasi “scappati”, quasi come se inconsciamente ripudiassero questo luogo. Questo per rendere l’idea dell’effetto che fa questo posto.

Ho anche girato un piccolo video-documentario su questo luogo:

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1 Commento
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