Alla scoperta delle “Terre Ballerine”

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Quando ho scoperto dell’esistenza d’un posto del genere non ci volevo credere, pensavo fosse uno scherzo, poi nel momento in cui molti autorevoli siti ne parlavano ho deciso d’approfondire di persona. Le Terre Ballerine, così vengono soprannominate, esistono, e sono di fatto il posto più strano, figo ed unico che io abbia mai visto nel “mio” territorio. Non sto esagerando e se volete scoprire di cosa sto parlando, vi consiglio di leggere quest’articolo.

Dove si trova? Piemonte, la mia terra natia, il territorio dove sono cresciuto. Eppure sono riuscito a scoprire questa stranezza solo dopo 27 anni. Siamo in provincia di Torino, nella zona dell’anfiteatro morenico d’Ivra, nella parte viene anche soprannominata con il nome di “Terra dei 5 laghi“. Si tratta d’una parte d’Italia assolutamente unica, una grossa collina formatosi grazie all’attrito ed allo spostamento d’un gigantesco ghiacciaio dopo la fine dell’ultima era glaciale. Quest’antico ghiacciaio ha lasciato a noi stupendi laghi, uno di questi è il Lago Pistono, il lago dove inizia la nostra avventura.

Il Lago Pistono si trova nel comune di Montalto Dora, sulla cima d’una collina poco distante dal lago sorge l’antico e bellissimo castello medievale di Montalto, un edificio imponente, che sembra costruito da giganti, che offre un panorama stupendo e surreale, che sembra uscito da una favola. Ed è proprio da questo lago che il nostro percorso verso le Terre Ballerine inizia, anche se ci tengo a precisare che esistono innumervoli percorsi che conducono a questo luogo, ma il percorso che io suggerisco è quello più veloce.

Difficoltà escursione: (1/5) ★ ☆ ☆ ☆ ☆

Escursione adatta a tutti. Sia a piedi che in bici. Ideale anche da percorrere anche di corsa, sono presenti piccolissimi dislivelli percorribili anche da persone d’una certa età. Inoltre i sentieri sono tutti puliti e ben tracciati, l’unica difficoltà è trovare il punto esatto delle Terre Ballerine, per l’assenza di chiare indicazioni in alcuni tratti, ma grazie a quest’articolo non ci saranno difficoltà. Questo percorso è adatto anche da fare in sella ad un cavallo (escludendo le Terre Ballerine).

Il percorso inizia in macchina, prima di tutto dovete raggiungere il comune di Montalto Dora. Sia nel caso in cui da Aosta sia se arriviate da Ivrea, dovrete in ogni caso raggiungere la SS26, la strada che taglia in due il paese. Vi consiglio di passare direttamente dal centro, percorrendo Via Mazzini, all’incrocio proseguire lungo Via Chiaverotti, dopo un paio di curve arriverete ad un bivio, proseguite sulla strada in salita, fino a quando non arriverete ad una piccola chiesa. E’ questo il punto dove lasciare finalmente la macchina e proseguire a piedi.

Parcheggiate la macchina dove c’è la stella verde (guarda la mappa), il simbolo del peperone (nella mappa soprastante) indica un punto dov’è possibile mangiare comodamente in un’ area pic-nic, proseguite passando accanto alla “Cappella Santa Croce“, troverete le prime indicazioni con scritto “Alla ricerca del Lago Coniglio“, questo è il cartello che dovete seguire. Di fatto percorrerete un tratto della via francigena, dopo diverse centinaia di metri arriverete ad un bivio, dove per qualche strana ragione non viene più mensionato il Lago Coniglio. In questo caso dovete proseguire verso destra. Se avete preso la direzione giusta, dopo un centinaio di metri, in mezzo alla vegetazione, sempre sulla vostra destra, noterete una piccola casa abbandonata (forse in fase di restauro, nella mappa è la stella arancione). Siete quasi giunti a destinazione. Proseguite sempre sulla stessa strada, fino a quando, sulla vostra destra noterete un cartello informativo dedicato alle Terre Ballerine. Esse si raggiungono da un piccolo sentiero accanto al cartello, in appena 2 minuti di cammino. Improvvisamente sentirete il terreno muoversi sotto i vostri piedi.

Uscite di qualche metro dal sentiero, provate a saltare e scoprirete che il terreno qui è morbido come un materasso, se il periodo è piovoso ed umido vedrete persino gli alberi tutt’intorno a voi muoversi. Un divertimento incredibile ed un fenomeno naturale spettacolare, quando molto raro.

Da cosa è dovuto tutto questo?

Nulla di soprannaturale, si tratta essenzialmente di una torbiera. Ovvero un lago esaurito, morto, dove sul fondo si sono depositati vegetali, foglie, animali morti e vario materiale organico, che in mancanza d’ossigeno si è tramnutato prima in palude e poi lentamente in torbiera. Uno strato d’acqua sul fondo è ciò che rende questo terreno così “ballerino”. Il periodo migliore per vedere questo posto è infatti nel periodo primaverile ed autunnale, quando tendenzialmente ci sono più piogge. Anni fa il fenomeno era molto più accentuato per via d’una maggiore quantità di precipitazioni rispetto ai tempi odierni.

La storia:

C’era un tempo in cui accanto al Lago Pistono c’era anche il Lago Coniglio. Ma già dal medioevo il povero lago Coniglio era morente. Ci sono voluti secoli perché il lago lentamente si prosciugasse, diventando prima uno stagno, poi una palude ed infine una torbiera. Questo processo è stato in grossa parte accellerato dall’uomo. Nel corso del 1800, François Balthazard Mongenet de Renaucour trasformò questo piccolo e morente lago in un ottimo metodo per fare soldiFrançois Balthazard Mongenet nacque nel 1769 a Villersexel (Besançon), il padre fu addirittura consigliere di Luigi XVI e duca di Renaucourt. Discendente da una nobile dinastia François fu un industriale di prim’ordine della propria epoca. Costretto a lasciare la Francia durante la rivoluzione francese, si stabilì in Piemonte, nel Canavese, insieme al fratello, ed avviarono innumerevoli attività. Nel 1807 acquisirono innumerevoli fabbriche, tanto che François diventò presto uno dei più importanti industriali del Piemonte e della bassa Valle d’Aosta. Ottennero anche innumerevoli concessioni minerarie. La storia di questo personaggio è molto interessante, ed è descritta bene in questa pagina.

Cosa c’entra François Balthazard Mongenet con le Terre Ballerine? Egli vide in questa torbiera una vera e propria risorsa per le proprie industrie siderurgiche, avviando l’estrazione della torba, ottimo combustibile, tanto che nel giro di pochi anni il lago (ormai morente) cambiò radicalmente d’aspetto. Nell’estrazione della torba vennero anche trovati preziosi reperti risalenti all’età del bronzo: un’ascia, una spada ed una piroga. Oggetti risalenti tra il 1400 e l’800 a. C. resti d’un antico villaggio di palafitte che un tempo sorgeva sopra questo lago, in maniera non tanto diversa dall’antico villaggio di palafitte del Lago di Viverone.

François Balthazard Mongenet morirà il 4 gennaio del 1854, proseguirà l’attività siderurgica il figlio Baldassarre Mongenet, che manterrà salda la tradizione industriale della famiglia, continuando anche l’attività d’estrazione della toba da questo ex lago, fino al 1885, l’anno della morte del figlio ed ultimo erede in grado di gestire l’indutria secolare dei Mongenet. Negli anni successivi tali industrie inziarono un veloce declino, fino alla loro chiusura. Anche queste torbiere vennero infine abbandonate, la vegetazione in più di 130 anni è così completamente ricresciuta. Oggi le Terre Ballerine sono un posto magico, lontano dal mondo normale, sono boschi nascosti e protetti non solo dalla solitudine, ma anche da severe regole, in quanto è un ambiente delicato ed unico in Italia. E’ la meta perfetta per una gita fuori porta, una vera e propria perla d’Italia dimenticata!

Ricordo comunque se avete intenzione di andare a visitare le Terre Ballerine, di farlo con rispetto, non è un posto turistico, e proprio per questo motivo il luogo si è fino ad oggi salvato dai rifiuti e dall’ignoranza umana. E’ importante quindi portare rispetto verso questo bosco, un vero tesoro da salvaguardare.

Video:

Non potevo esimermi dal fare anche un video di questo posto spettacolare, filmato che rende bene l’idea, non solo della bellezza del posto, ma anche dell’incredibile morbidetta delle Terre Ballerine!

La campana posta nel 1989, sopra la Cappella di Santa Croce all’inizio del percorso.
L’area dove poter ristorarsi all’inizio del percorso.
Molte foto di quest’articolo sono state realizzate in collaborazione con Vanilla Photograpy, che ringrazio!

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