Antiche palafitte sul Lago di Viverone

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Il lago di Viverone è il terzo lago più esteso del Piemonte, si trova nella parte orientale più estrema del territorio del Canavese e come tutti i laghi presenti in questa zona, è di origine glaciale. Il lago è compreso all’interno di due comuni: Viverone (da cui prende il nome) e Azeglio. Proprio nella parte di quest’ultimo comune che andremo a concentrare la nostra attenzione in quest’articolo.

Non è quindi del lago che voglio parlare, anche se già di per se, la sua immensa bellezza e fascino basterebbero bastare per riempire interi libri, perchè il Lago di Viverone è un vero e proprio scrigno naturale, che racchiude un numero considerevole di specie molto diverse tra loro ed un ambiente naturale assolutamente unico, che si mantiene in maniera autonoma, rispetto ad altre parti del territorio. E’ proprio questa diversità, la presenza d’un micro clima mite lungo le rive del lago, e la grande disponibilità di risorse, ad aver spinto l’uomo, già in epoche molto antiche, ad abitare lungo le coste di quest’enorme specchio d’acqua.

Ma l’uomo non si è limitato ad abitare sul confine del lago, tra il 1965 ed il 1975 vennero avviate, sotto la sapiente giuda dell’archeologo subacqueo Guido Giolitto, le prime ufficiali ricerche archeologiche all’interno del lago. Le prime ricerche portarono a scoperte straordinarie, tanto che dopo appena pochi anni venne avviata una grande campagna di scavi archeologici. Negli anni ’70 infatti vennero fatti degli importanti ritrovamenti all’interno del lago, come ad esempio resti ceramici di particolare pregio.

Pochi metri sotto il livello dell’acqua sono presenti oltre 5000 pali conficcati nel terreno, sono nient’altro che i resti d’un antico e gigantesco villaggio palafitticolo risalente all’età del bronzo (tra 1700-1350 a.C. ed il 1200-700 a.C.). Il villaggio era assolutamente gigantesco per l’epoca e presentava una struttura molto particolare, unica in tutto il Piemonte. La disposizione del villaggio era circolare ed era predisposta ad un rudimentale regolazione urbanistica, la comunità era incredibilmente avanzata per l’epoca, con un utilizzo di attrezzature evolute, quest’antica “Venezia” ospitava almeno un migliaio di persone. Oggi sembra pochissimo, ma per l’epoca era quasi come una metropoli.

Il villaggio era grande circa una settantina di metri di diametro, all’interno del villaggio c’era tutto quello che serviva per sopravvivere, abitazioni e recinti per animali, al centro presumibilmente c’era il cuore pulsante, gestito da un Re. Vi erano anche due palizzate che cingevano l’intero abitato, attraversate da un lungo sentiero che si collegava direttamente con la terraferma, c’è comunque da considerare che le palafitte preistoriche non erano costruite direttamente sopra l’acqua, i piani erano rialzati, per prevenire le possibili piene e ridurre l’effetto dell’umidità all’interno dell’abitazioni. Tra i vari reperti ritrovati, sono state rinvenute anche spade ed armi, testimonianza della società dell’età del bronzo e la presenza di guerrieri all’interno di quest’antica comunità.

Riproduzione abbastanza fedele di come doveva essere villaggio.

 

Sono state costruite delle riproduzioni lungo una sponda del lago, non proprio perfettamente fedeli, alle capanne dell’età del bronzo. In ogni caso tutto ciò è un qualcosa che pochi conoscono, dopotutto l’impossibilità di vedere direttamente questi reperti ha impedito al turismo di potersi sviluppare, tanto che questi ritrovamenti incredibili, sono da sempre passati in secondo piano. Io trovo molto affascinante questa scoperta, e sono assolutamente certo che sotto questo lago si nascondono ancora tantissimi reperti ancora da scoprire.

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