L’antico castello di Arena Po

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Ennesimo viaggio nel tempo. Per principio dobbiamo andare direttamente nell’alto Medioevo, verso tempi remoti che molto spesso ci dimentichiamo l’esistenza. Questo castello è infatti un grande viaggiatore del tempo, che ha visto il passaggio d’un numero considerevole d’eventi, si è evoluto, è caduto, è rinato, ha avuto i suoi assedi e grandi periodi di gloria. L’antico castello d’Arena Po è tutto questo e molto di più. Andiamo quindi a scoprire la sua complicata storia.

Un certo vescovo di nome Sigolfo, nome alquanto curioso in epoca moderna, nel 964 scambiò un proprio terreno posto nelle vicinanze di Vicobarone, con un’ altro nelle vicinanze del fiume Po, all’epoca di proprietà della Pieve di Arena. Grazie a quest’antico atto di vendita abbiamo la prima notizia storica certa di Arena Po. Questo non significa che prima non sia accaduto nulla, ma è comunque certo che questo castello all’epoca non esistesse, almeno nella forma attuale. Il fiume però già prima dell’anno mille era sorvegliato, in quanto questa era una delle principali vie commerciali del territorio, in particolare questa era una delle più importanti vie relative al commercio del sale, che dall’Adriatico risalivano verso Milano. Inutile dire che lente barche piene di carichi preziosi erano una preda ghiotta per pirati e ladri, era quindi molto importante sorvegliare il fiume, ed ovviamente fare pagare il passaggio, ed il castello venne costruito anche per questo scopo.

I primi dati certi della presenza d’un castello in questo luogo sono del 1145, ai tempi del grandissimo imperatore Barbarossa. Era il periodo della lotta tra i comuni e l’imperatore, quando gli Areniesi cedettero il controllo del castello al comune di Piacenza. Non ci sono dati certi sulla sua edificazione, è molto probabile che l’edificio originale in pietra sia stato costruito nel X secolo come difesa contro gli Ungari, non era raro infatti che questi temibili guerrieri risalissero il fiume per depredare, distruggere, catturare donne e bambini da rivendere come schiavi. Di fatto si comportavano esattamente come i vichinghi del nord. Il castello era quindi un ottimo sistema per difendersi da tali incursioni, dato che i guerrieri ungheresi non erano assolutamente in grado di sostenere lunghi periodi d’assedio.

La struttura nel corso dei secoli ha visto numerose sanguinose battaglie, fu teatro di sanguinosi scontri tra i guelfi piacentini e ghibellini pavesi. La sua prima distruzione avvenne già nel 1175 dalla Lega lombarda che aveva invaso l’Oltrepo pavese per combattere l’imperatore Barbarossa. Dopo la sua distruzione, venne subito riedificato, nel 1216 subì un lunghissimo assedio da parte dei piacentini della Lega. Assedio che però fu del tutto vano, perché gli assediati erano collegati al fiume da un intelligente sistema a canali, che permetteva al castello di rimanere sempre collegato al fiume, così da poter ricevere rifornimenti dall’esterno, tali collegamenti erano facilmente difendibili, pertanto il castello vinse quest’estenuante assedio.

Alcune fonti affermano che nel 1263 il castello venne occupato dal Vescovo Otto Visconti, non sono riuscito a scoprire i motivi di tale occupazione, anche se è sicuramente dovuto a movimenti politici dell’epoca. L’evento più importante avvenne 1290, quando il castello divenne di Manfredino Beccaria, ma complicate vicissitudini politiche hanno portato pochi anni dopo alla sua sottomissione al Signore di Piacenza Alberto Scotti (o Scoto). Nel giro di pochi anni la zona di Arena Po passerà sotto il controllo dei Visconti.

Sono proprio i Beccaria che hanno conformato l’attuale nome, in quanto un ramo di questa famiglia si è stabilito nel castello per numerose generazioni, diventando di fatto riconosciuti con il nome di Beccaria di Arena. Mantennero la signoria fino all’inizio del 1400, quando l’aspra e secolare lotta contro i Visconti finì con la confisca del feudo. 1441 Arena Po divenne feudo dei Sanseverino e poi successivamente dei Speciani.

Come già detto precedentemente, il castello ha visto nella sue esistenza la tensione di molte guerre, il sangue di molti guerrieri e le lacrime di tanti orfani. Nel 1655 la storica guerra tra spagnoli e francesi, vide i francesi occupare militarmente il castello, che venne ingegnosamente espugnato dall’astuzia del generale spagnolo Caracena. Dopo tale conquista, un anno dopo, nel 1656, l’allora governatore di Milano decise d’abbattere il castello, per evitare che potesse essere successivamente utilizzato dai nemici. Sempre in quel periodo si combatté una sanguinosa battaglia ad Arena che mise in fuga i francesi.

Nel periodo di massima potenza e splendore il castello disponeva di ben 150 cannoni posti su tutti i lati della fortezza. I resti che vediamo oggi sono di fatto il poco che venne salvato dopo l’abbattimento voluto nel 1656, essendo comunque un edificio di grandi dimensioni, molto vicino al fiume, nei secoli successivi venne utilizzato come magazzino, con vari periodi d’abbandono. All’inizio del ‘900 il castello versava in pessime condizioni fisiche, venne acquistato nel 1917 dal Signor Roveda, che lo rimise in sesto e lo modificò in più parti per utilizzare la struttura per la produzione di Soda, detersivi e lisciva.

Nel 1999 il castello è passato nelle mani del figlio Angelo, che decise di restaurare il castello. I lavori di riqualifica sono durati innumerevoli anni. Nel 2008 sono stati fatti ulteriori lavori per la messa in sicurezza, che hanno interessato in maniera considerevole l’edificio, che è stato infine inaugurato al pubblico nel 2015. Tali lavori hanno riportato quello che resta del castello ad un aspetto storico originale, eliminando tutte le parti aggiunte o modificate durante il 1900. Uno svolgersi della storia piuttosto particolare. Per una volta l’epilogo non è l’abbandono, ma il recupero, il mantenimento della storia. Oggi il castello è un bellissimo monumento storico ed il simbolo del comune di Arena Po. Il castello viene aperto in occasioni speciali, ed è la sede perfetta per eventi e mostre; è ovviamente ancora in fase di recupero, per colpa dei troppi anni d’abbandono. Sono richiesti ancora molti sforzi perché possa tornare alla gloria d’un tempo.

Altre foto:

La chiesa di Arena Po.

Se c’è un momento perfetto per vedere questo castello, è con la neve. Quest’immagine vale più di mille parole!!

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