L’antichissimo castello di Rocca Canavese

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Conosco i resti di questo castello già da molti anni. La prima volta che ho sentito parlare della loro esistenza mi trovavo proprio in questo paese, e stavo facendo un tour fotografico di Rocca Canavese, all’epoca non mi dedicavo ancora all’abbandono, ma fui comunque colpito dalla presenza d’un castello di questo tipo, così sovrastante dal paese di Rocca Canavese.

All’epoca il maniero era ancora in parte abbandonato, ma fu proprio in quel periodo che avvenne un piccolo miracolo moderno, vennero iniziati i lavori per la sua messa in sicurezza. Dopo un paio d’anni, posso dire con piacere che una volta tanto le cose non siano andate male, oggi i resti del castello sono visitabili e non c’è più nessun rischio di sicurezza.

La brutta notizia però riguarda un qualcosa di decisamente più grande. Il castello oggi quasi non esiste più, se non qualche muro ed alcuni flebili tracce del suo glorioso passato. Come sia possibile essere arrivati a ciò è un mistero, cercheremo di scoprire le cause scavando attraverso i tanti secoli che sono passati. Andiamo quindi a vedere da vicino la storia di questo grande maniero, che in tempi ormai distanti faceva provare paura ai guerrieri che dovevano tentare d’espugnarlo, quella magica paura mista a follia. Oggi la vista di queste rovine fanno provare tristezza ed un misto sapore di nostalgia.

La storia:

Re Autari.

Non è facile ricostruire la storia di questo castello, ma ci proverò nella maniera più semplice possibile. Posso innanzitutto affermare che non esistono dati storici che ci dicano esattamente cosa ci fosse sopra questa collina ai tempi dei romani. E’ comunque probabile che già in tempi antichi ci fossero delle costruzioni. Le prime notizie storiche sono databili agli ultimi secoli del primo millennio, dove Rocca era sotto il dominio dei Longobardi, discendenti da Re Autari, che fu sovrano dei Longobardi in Italia dal 584 al 590. Non si sa con certezza chi governò questo castello all’epoca, è inoltre molto probabile che per secoli la fortezza fosse solamente costruita completamente in legno, con un aula centrale, anch’essa in legno.

La storia cambiò radicalmente pochi secoli prima dell’anno 1000, quando Rocca divenne della Marca d’Ivrea, marca con capitale (ovviamente) ad Ivrea, nata nel 888 e finita nel 1015. Questo castello abbe una notevole importanza in questo periodo, perché il torrente Malone (che scorre a poche centinaia di metri dal castello) all’epoca segnava il confine con la Marca di Torino. Ma i passaggi politici in questo territorio furono veramente molteplici in questo periodo: il castello fu anche d’un ramo cadetto dei primi conti del Canavese, i conti di Biandrate passarono di qui per un periodo e successivamente (grazie ad una serie di matrimoni politici) entrarono in possesso del castello i Conti di Valperga.

Nel XII e nel XIII secolo, il castello si vide immerso nella lotta politica tra Guelfi e Ghibellini. Questo avvenne per via dell’invasione del Canavese da parte del Marchese di Monferrato, all’epoca i proprietari del castello erano i Conti del Canavese, che per difendersi da tale invasione strinsero una solida allenza con i signori confinanti, dando vita alla confederazione “De Canapicio”. Tale confederazione con il tempo si ruppe in due fazioni opposte, che fece scatenare una sanguinosa guerrra: da un lato i signori della Rocca (Conti di Biandrate), i Marchesi di Monferrato ed i Valpeghiani, tutti ghibellini. Dall’altro lato c’erano i Conti di San Martino, alleati insieme ai conti di Savoia ed ai Principi d’Acaja, tutti dichiarati Guelfi. La guerra fu sanguinosa e dura, finì solo nel 1294, ci vollero diversi mesi per stipulare un trattato di pace, che avvenne nel novembre del 1295.

In tutto questo tempo il castello è stato sicuramente rimaneggiato e modificato più volte, dopotutto ogni passaggio di proprietà ha sicuramente comportato delle modifiche e dei miglioramenti strutturali. Un anno importante della sua storia è proprio l’anno in cui venne stipulato il trattato di pace, quando la fortezza divenne di proprietà di Amedeo Cavalieri, che non solo ottenne il feudo della Rocca, ma anche il feudo di Corio e Grosso. I suoi successori invece decisero di donare il castello al Principe Filippo di Savoja d’Acaja, nel 1307, in cambio di altri feudi. Quest’accordo non fu un ottimo affare, per qualche ragione che non sono riuscito a scoprire, il principe conquistò il castello con i suoi guarrieri nel 1309, a causa d’un litigio. Egli nominerà castellano di Rocca Giorgio Provana.

Nel periodo successivo l’informazioni si fanno molto frammentarie, possiamo sicuramente affermare che il castello ha visto periodi fiorenti, con periodi di declino, le principali cause del declino sono impuntabile a due fattori: la guerra ed i cambiamenti politici. Dopotutto andando avanti con la storia Rocca perderà sempre maggiormente importanza strategica, diventando quindi solo uno dei tanti castelli del Canavese. Un evento importante avvenne nel 1552, ai tempi della guerriglia (in Piemonte) tra francesi e spagnoli, i francesi finirono per radere al suolo il castello.

In questo periodo la fortezza cadde in completo abbandono, fino al 1631, quando il castello venne completamente riedificato, in una posizione più bassa rispetto all’edificio originale, passando successivamente sotto le mani dei Savoia. Ma non durerà a lungo, nel corso del 1700, ripetitive incursioni francesi, scontri e guerre hanno portato il castello a rimanere nuovamente distrutto. Fisicamente le rovine attuali sono i resti del castello riedificato nel 1631, ma è certo che le pietre che lo costituiscono sono in grossa parte le stesse del castello precedente.

Nel 1771 il castello era già un cumulo di ruderi e macerie, per non sprecare le preziose pietre del castello, esse vennero riutilizzate per la costruzione della chiesa parrocchiale di Rocca Canavese, edificio religioso dedicato all’Assunzione di Maria Vergine. La costruzione di questa chiesa terminerà nel 1801, da allora il castello è finito lentamente nel “dimenticatoio“, la vegetazione ha invaso quel poco che rimaneva dell’antica gloria di questa fortezza, finché nel 2012, dopo più di 2 secoli d’abbandono i ruderi sono stati definitivamente messi in sicurezza.

La chiesa parrocchiale nel 1979.

Con quest’articolo ho voluto rendere gloria a quest’angolo d’Italia che pochissimi conoscono, che per secoli è stato punto nevralgico di questo territorio, teatro d’innumerevoli battaglie e gesta gloriose, da parte dei guerrieri che hanno combattuto e sono morti su queste terre. Il Medioevo in fondo non è poi così lontano.

Video:

Ho fatto un piccolo video tra i ruderi del castello, è la diretta testimonianza di quel poco che rimane del suo glorioso passato.

Altre foto:

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