Castello Reale di Sarre

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La Valle d’Aosta è una delle regioni più particolari d’Italia. Nasconde tante piccole meraviglie, tra le sue valli, una di queste è il Castello Reale di Sarre. Non si trova in un luogo impervio od irraggiungibile, al contrario, si può raggiungere con estrema semplicità, dato che trova proprio lungo la strada principale, a non molti chilometri dalla città d’Aosta.

Lo vedrete sicuramente dalla strada, non è una di quelle fortezze irraggiungibili che è facile trovare in questo territorio, è anche un luogo aperto al pubblico, con un’ area visitabile gratuitamente ed una parte invece raggiungibile previo pagamento d’un semplice biglietto. E’ uno di quei luoghi che vale la pena visitare almeno una volta nella vita, non serve programmare un viaggio verso questo castello, se passerete da queste parti ne verrete automaticamente attratti. Ma dove si trova esattamente? Quel’è la sua storia? Ma sopratutto… cosa c’è d’interessante da vedere al suo interno? Tutte domande che cercherò di colmare in quest’articolo.

Attualmente il proprietario del castello è la stessa regione della Valle d’Aosta, che non solo si occupa di tenerlo in buono stato di conservazione, ma l’ha completamente restaurato, dopo il 1989, facendolo diventare di fatto uno dei più importanti musei relativi alla famiglia sabauda in questa regione italiana.

Il castello si trova e si vede dalla strada statale che conduce verso il Monte Bianco, precisamente nel comune di Lalex, sopra un piccolo e scosceso promontorio. Come ho già scritto, il castello è attualmente visitabile, in più periodi dell’anno, essendo un luogo di fatto aperto al pubblico non necessita di alcuna prenotazione. Sul sito ufficiale è possibile vedere gli orari che sarebbero i seguenti:

  • Dal 25 marzo al 30 settembre:dalle 9.00 alle 19.00, tutti i giorni.

  • Dal 1° ottobre al 31 dicembre:dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, chiuso il lunedì. Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.

La storia di questo castello inizia già nel 1200, varie testimonianze e documenti parlano dell’esistenza d’una casaforte sopra questo promontorio ed una sua relativa torre di guardia. E’ in realtà facile pensare che già in periodi antecedenti fosse uso comune utilizzare questa collina per sorvegliare quest’angolo della valle, è quindi un ipotesi tutt’altro che improbabile, che già in epoca celtica e romana ci fosse almeno un edificio dove oggi poggiano le solide fondamenta del castello. Dati certi di questa casaforte sono risalenti al 1242, mentre nei secoli successivi il castello viene più volte modificato, ma sempre mantenendo il suo aspetto originale.

L’anno di svolta è il 1708, quando il castello venne acquistato da Giovanni Francesco Ferrod di Arvier, un industriale con una certa ambizione di grandezza. Nel 1710 il castello venne completamente ricostruito, in parte come prova di grandezza del nuovo proprietario, ed in parte per rendere il castello più incline ad essere abitato.  Un tracollo economico nel 1730 fece scendere un’ ipoteca sul castello, fu così che il maniero tornò nelle mani dei vecchi proprietari la famiglia Rapet. Negli anni successivi il castello passerà diverse volte per altre mani, ma la svolta più importante avvenne nel 1869, quando il complesso venne acquistato dal d’Italia Vittorio Emanuele II, che lo restaurò per farlo diventare la sua personale casa di caccia, dato che il castello sorgeva proprio vicino alla sua personale riserva.

Con l’arrivo del Re il castello subì innumerevoli modifiche e rammodernamenti, in particolare per quanto riguarda le stanze interne. Il castello venne anche completamente ri-arredato, gran parte dei mobili provenivano da altre residenze reali, quindi da molti luoghi differenti all’interno del territorio italiano. Malgrado le modifiche per renderlo ancora più confortevole, il castello rimaneva una “residenza per soli uomini”, si trattava quindi d’una casa destinata al Re ed ai suoi ospiti appassionati di caccia, ed il castello veniva utilizzato solo ed esclusivamente in questo modo.

La stessa passione per la caccia venne ereditata dal successore, Umberto I (1844-1900), che utilizzò il castello di Sarre molte volte, effettuando anche importanti modifiche e miglioramenti, tra ciò che più importante c’è la stanza decorata con trofei di stambecco e di camoscio, apparentemente può essere una stanza raccapricciante, ma è sicuramente una scenografia unica al mondo, e rappresenta decenni di battute di caccia all’interno della riserva reale. La residenza venne anche utilizzata dai principi Umberto II e Maria José, quest’ultima nel 1935 la fece rimodernare, per utilizzarla come residenza stagionale per l’escursioni alpine.

Il castello è rimasto di proprietà dei Savoia fino al 1972. Visse un periodo di declino ed abbandono fino al 1989, anno dove lo stato italiano diede la proprietà alla regione Valle d’Aosta, per poi destinare il castello ad un lungo restauro, che ha permesso di portarlo sino a noi, di fatto rendendolo un patrimonio condivisibile da tutti.

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