Centro Caritas abbandonato

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Dove la carità è sparita. Dove l’accoglienza è scomparsa. Qui il silenzio regna sovrano, in un isolamento forzato ed oscuro. Un centro che per decenni è stato centro rinomato ed importante, oggi è dimenticato e decadente. Si, la carità è scomparsa tra queste mura, ed è rimasto nient’altro che l’angosciante scorrere del tempo. L’unico superstite.

Questo relitto si trova nel comune di Candia Canavese, lo scrivo in chiaro dato che i vandali qui dentro hanno ben poco da distruggere, considerando anche che qui i ladri sono passati già tanti anni fa, facendo razzia di quel poco che rimaneva. Ma prima di parlare dell’attuale abbandono, come sempre preferisco introdurre il luogo con un cenno di storia.

Siamo a pochi passi da un bellissimo lago, il Lago di Candia, nel cuore del Canavese. Questa struttura si trova però molto isolata dal lago e dal suo relativo comune, i costruttori hanno pensato bene di costruire questo complesso in una posizione estremamente isolata, così da favorire la purezza e la tranquillità dello spirito. E non si può pretendere una posizione migliore per favorire la spiritualità umana: in cima ad una collina, non visibile dalla strada, non un solo rumore che non arrivi dalla natura. La costruzione di questo centro avvenne negli anni ’60, periodo di gradi speculazioni edilizie. Venne realizzato dal Vaticano stesso, fino a pochi anni fa era ancora il proprietario dell’immobile e del terreno.

Stanza numero 6.

Il complesso è stato per anni utilizzato come casa spirituale legata all’istituto Betania del Sacro Cuore di Vische, qui le persone potevano concedersi una pausa di riflessione spirituale, venivano anche organizzati incontri di gruppo, vacanze spirituali ed inoltre, per molti anni, l’edificio ha svolto anche un importante funzione di casa di riposo, per il clero ed anche per privati cittadini. Erano anche presenti ampie aule dedicate a convegni e conferenze. Poco prima dell’abbandono venne anche avviata una raccolta fondi, per evitare la sua chiusura, raccolta fondi che purtroppo non ha impedito l’abbandono dell’edificio e la sua caduta nell’oblio della decadenza.

Preghiere abbandonate.

La struttura è veramente immensa, potrebbe ospitare più di 100 posti letto, il problema principale ovviamente è relativo al costo che un complesso del genere necessita, oneri che sicuramente sono le principali cause della sua chiusura, avvenuta tra il 2000 ed il 2001. Se oggi fosse aperta una struttura di questo tipo garantirebbe lavoro per almeno una cinquantina di persone.

Il colosso nella giungla.

Cercando nella rete è possibile visitare il sito ufficiale di questo centro Caritas, sito che non viene aggiornato dall’anno 2000, in quanto è ancora presente una pagina dedicata all’ostensione della Sindone, avvenuta dal 26 agosto al 22 ottobre del 2000. Questo centro in quell’anno rimase operativo anche per l’accoglienza dei pellegrini, come viene testimoniato dal loro sito. E’ un classico sito internet dei primi del 2000, realizzato in puro HTML e con una grafica decisamente “vintage”, ma è la testimonianza più diretta che disponiamo relativa a questo posto abbandonato. Da qui possiamo comprendere meglio la storia e lo scopo di questa struttura.

Così viene introdotto il sito internet di questo centro Caritas:

Il Soggiorno Caritas è un centro di Spiritualità costruito dalle Missionarie dell’Amore Infinito. Questo complesso è immerso nel verde di una collina presso il Lago di Candia, con una suggestiva panoramica sull’anfiteatro morenico e sulle Alpi. Il Soggiorno Caritas è gestito dalla Comunità di Gesù di Torino una comunità che intende vivere concretamente la realtà della Chiesa Cattolica ed è presente da oltre vent’anni nel Rinnovamento nello Spirito

Qui un tempo si faceva messa. Oggi c’è un materasso.

Abbiamo quindi capito che tipo di struttura fosse, un centro tutt’altro comune da trovare in giro, considerando che edifici del genere possono essere facilmente riutilizzati, è assurdo che tutto questo sia stato abbandonato in questo modo. I motivi sono probabilmente da ricercare nella sua posizione isolata, che ha reso difficoltosa la vendita dell’immobile da parte del Vaticano. La vendita è avvenuta solo nel 2015, quasi 15 anni dopo la chiusura. Attualmente l’immobile sarebbe di proprietà d’una società torinese. L’accordo tra il Vaticano e questa società premeva verso un mantenimento dell’uso della struttura per fini assistenziali. Il progetto di questa società era volto verso la realizzazione d’un centro per la cura dell’Alzheimer e una casa di riposo per anziani non autosufficienti. Dopo innumerevoli sforzi, essa ottenne tutte le autorizzazione necessarie per l’apertura d’un centro di questo tipo, quello che mancava era la liquidità per avviare i lavori. Per vari vicissitudini politiche e finanziarie, gli istituti di credito chiusero ogni speranza per l’avvio d’un finanziamento.

Una delle tante entrate.

Dopo questo fallimento, la nuova società decise quindi di cedere il progetto ad altri. Il progetto quindi sulla carta rimarrebbe sempre invariato, con un costo complessivo di diverse decine di milioni di euro. Ma attualmente non si scorgono possibilità, malgrado gli sforzi notevoli di molte persone, la buona volontà non sembra essere sufficiente. Il destino vuole che questo centro Caritas debba rimanere ancora per molto tempo vittima dell’abbandono e dell’incuria. Amen.

Parola di Dio.

Video:

Un filmato che girato all’interno di questo complesso, da questo documentario potete vedere nei dettagli questo gigantesco centro Caritas in ogni sua parte.

Altre foto:

Uno splendido panorama da una delle stanze del centro.
L’inciviltà di alcuni nel bagno.
La natura si sta riprendendo il proprio spazio.
La tristezza. Questo è il titolo di questa fotografia.
Una fotografia d’epoca, probabilmente degli anni ’70.

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