Chiesa abbandonata di Torcello

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Esistono luoghi nella più completa rovina, lasciati a loro stessi, in un inevitabile destino. Ci sono edifici dal passato antico, che per qualche ragione non godono dei “diritti” di recupero e restauro che hanno altri luoghi turistici, non hanno il lusso d’avere qualcuno in grado di mantenerli e quindi sono condannati ad una fine ignobile, soffocati dai loro stessi calcinacci.

Questa chiesa è uno di quei posti che non interessano a nessuno, gli storici e le “belle arti” non la conoscono minimamente, è arrivato quindi il momento di cambiare il corso degli eventi: benvenuti nella chiesa di San Clemente.

Si trova a pochissimi chilometri da Casale Monferrato, esattamente nella frazione di Torcello (regione Agazzino). Prima di parlare di come sia oggi, credo che sia giusto raccontare la sua storia. Per iniziare dobbiamo andare molto indietro nel tempo, questa collina infatti è stata utilizzata già molto prima della comparsa della chiesa, addirittura è possibile teorizzare la presenza d’un accampamento militare romano provvisorio proprio in quest’area. Non è da escludere che la collina già in tempi antichi ospitasse costruzioni in legno e piccole abitazioni, purtroppo non ci sono tracce e non essendoci resti in grado di provare quest’elemento, possiamo solamente affidarci alla bellezza della fantasia.

La chiesa già esisteva nel XI secolo ed era inglobata all’interno d’un sistema fortificato molto antico, nel medioevo infatti su questa collina vi era un avamposto spagnolo per il controllo della Pianura Padana. La chiesa dipendeva da S. Evasio di Casale, ma già nella metà del 1100 ci furono i primi tentativi per renderla indipendente con l’elevazione a parrocchia. Nel 1213 la chiesa era ancora inglobata al castello, disponeva anche d’un bellissimo chiostro, oggi scomparso. Oggi la chiesa è anche conosciuta con il nome “dei Frati“, segno che per almeno un periodo della sua storia furono proprio i frati a gestirla.

Come ogni struttura antica, durante la sua storia ha subito vari momenti critici, nel 1577 la chiesa subì gravi deterioramenti, che portarono a modificare radicalmente varie parti. Subì danneggiamenti anche nel XVII secolo. Malgrado ciò nei secoli non fu mai del tutto abbandonata, ed in qualche maniera la struttura è riuscita ad arrivare alla fine del 1800 in discrete condizioni.

Il campanile è un vero e proprio capolavoro. Ricostruito nel 1723, è una vera opera d’arte, se oggi è ancora in piedi è merito anche delle varie modifiche che vennero effettuate durante il 1800, ancora oggi il campanile è visibile anche da molto distante, malgrado sia stato colpito più volte da fulmini, ed parte delle mura sono crollate, esso rimane ancora in piedi, anche se parte del peso e del baricentro è garantito solo dall’abbondante vegetazione che lo circonda, impedendogli (almeno per ora) di cadere rovinosamente. Parte della punta è crollata durante il corso del 1900, mentre osservandolo da vicino è facile notare che esso penda di qualche grado. Inutile sottolineare che oggigiorno, senza un intervento, salirci equivale ad un suicidio.

Dell’antico castello rimane ben poco, a parte i resti d’un antica torre e qualche rimasuglio di muro. L’intero complesso dopo il periodo fortificato, per secoli è rimasto comunque circondato da un recinto, l’intero complesso abbaziale infatti ha funzionato per molto tempo da cascinale. Parte di quest’edificio è ancora visibile nell’immediate vicinanze della chiesa, era una costruzione alta ed imponente, costruita su più piani, che permetteva d’ospitare centinaia di persone. Era un classico esempio d’opera religiosa e lavorativa tipica dei secoli scorsi.

torcello

Una foto aerea del complesso quando non era ancora pericolante – Foto © “Storia di Casale POPOLO

L’abbandono avvenne all’inizio del XX secolo, in realtà la struttura aveva problemi già da molti decenni, le cause vanno ricercate nella tipologia del terreno, anche se molti pensano che la reale causa dei problemi geologici, siano per le lesioni provocate dagli scavi delle cave marnifere nelle vicinanze. La comparsa di grosse crepe, la mancanza d’interesse per il suo mantenimento e la morte di chi viveva al suo interno, hanno portato il complesso abbaziale e la chiesa nel più completo abbandono.

Negli anni ’50 il complesso era ancora tutto sommato in buoni condizioni, ma è proprio in questo periodo che il tetto è crollato, provocando un concatenarsi di danni che hanno irrimediabilmente distrutto tutto. Oggi la chiesa è estremamente pericolante, le scritte “pericolo” risalenti forse agli anni ’80, fanno capire che la chiesa già molti anni è un luogo pericoloso.

Esiste un futuro? Che quest’articolo serva a ricordare, perché non rimarrà in piedi ancora a lungo. Della chiesa si nota solo più l’ingresso e tracce degli antichi affreschi, spaventose crepe l’attraversano e sembra quasi che possa crollare con un soffio di vento, quasi come fosse un castello di carta. Come ogni posto antico, girano molte leggende, la più famosa parla d’un tunnel che collega la chiesa con la cascina “La Plancia” (un complesso abbandonato, con chiesa, distante circa 800 metri). Del tunnel (se esistito) non esiste più traccia, ma storie di questo tipo sono molto comuni.

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2 Commento
  1. roby allario 9 mesi ago
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    ciao…ti ritrovo nuovamente con piacere nella descrizione particolareggiata di questa struttura…mi hanno contattato per girare alcune scene con costumi medievali…grazie per la review delle notizie, posso utilizzare parte delle info che hai messo citandoti ovviamente….?….ciao e grazie
    buon lavoro
    roby

    • Alberto Bracco 9 mesi ago
      Reply

      Ciao!! va bene, non è assolutamente un problema, utilizza pure le parti che t’interessano di quest’articolo! :)

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