Chiesa di Sant’Apollonia abbandonata (Belmonte)

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Pellegrino. Parola che deriva direttamente dal latino: peregrinus. Straniero, persona errante. Letteralmente “colui che arriva da fuori dalle mura“, da lontano. Persona umile, in cammino verso una meta a volte lontana. La funzione primaria di questa chiesa era proprio accogliere il viandante errante, solide mura dove poter sfamare gli affamati ed aiutare i disperati. Un luogo di speranza.

Oggi è un luogo di delusione. Per secoli le chiese sono state anche un luogo d’accoglienza, ed è stato così in tanti periodi storici: punto di ritrovo, un angolo sicuro dove poter fare affidamento, o dove potersi rifugiare. E’ proprio per questo motivo che questa chiesa venne eretta qui, a ridosso d’un burrone, con le fondamenta direttamente ancorate ad una roccia di granito: per accogliere i numerosi pellegrini che avevano deciso d’intraprendere il lungo e pericoloso viaggio verso il santuario di Belmonte.

Siamo quindi in Piemonte, nel comune di Valperga, lungo la vecchia strada che conduce sulla cima del Sacro Monte di Belmonte. Luogo dalla storia ultra-millenaria, la leggenda vuole che ad edificarlo fu Arduino d’Ivrea, nel 1002, dopo una sua miracolosa guarigione. In realtà è praticamente certo che esso venne edificato molto prima dell’anno 1000, probabilmente da un gruppo di monache benedettine. Il luogo con il passare dei secoli ha acquisito sempre una maggiore importanza nella zona, tanto che il santuario dopo appena 3 secoli dall’anno 1000 passò sotto il controllo dell’abazia di Frutturaria di San Benigno Canavese. Le monache benedettine rimasero nel santuario fino al 1600, e vennero “sostituite” dai frati minori di San Francesco, che ampliarono e modificarono notevolmente il santuario. Nel 1620 ricostruirono completamente la chiesa principale, mentre a partire dal 1712 costruirono la via crucis lungo l’antica strada, fu proprio in questo periodo che venne costruita anche la chiesa di Sant’Apollonia, è molto probabile che venne edificata sopra le fondamenta d’un edificio più antico.

Ancora oggi la piccola chiesa di Sant’Apollonia è di proprietà del Vaticano. L’importanza di questo monte sacro da parte del Vaticano è subito evidente, sopratutto dalla presenza delle chiavi di San Pietro scolpite sull’altare della chiesa. Altare risalente al ‘700. La chiesa oggi appare semplice e spoglia, ma un tempo doveva essere bellissima. Il soffitto è ancora ben conservato e mostra una qualità artistica impressionante per una piccola chiesa di questo tipo. Lateralmente c’è invece una stanza decisamente più spartana, con tanto di camino. Era la casa del prete, molto probabilmente un piccolo romitorio. Qui i viandanti potevano rifocillarsi e mangiare un pasto caldo, prima di riprendere il cammino verso il santuario. Il tutto ha un delizioso aspetto settecentesco, una semplicità rurale quasi commuovente.

La chiesa è anche dotata d’un piccolo campanile, non è molto alto, ma un tempo permetteva di osservare tutto il territorio circostante. E’ costruito con pietre della zona, ad una prima occhiata pare più antico della chiesa attuale, probabilmente era parte della struttura precedente al 170o. Le scale in legno all’interno sono scomparse da molti secoli.

In quest’articolo ho parlato solo della storia recente di questa piccola porzione di mondo… è certo che il punto dove oggi sorge la chiesa di Sant’Apollonia, un tempo fosse un luogo estremamente importante dal punto di vista strategico. Negli anni ’70 in questa zona sono state ad esempio trovate sepolture risalenti all’età del Bronzo Finale-Primo Ferro europeo. In questa zona sorgeva un’ antica necropoli, in questo territorio viveva un popolo di stampo celtico, che venerava gli antichi dei nordici, con l’abitudine funeraria dell’incinerazione. E’ quindi probabile che questo promontorio avesse già una percezione “sacra” in epoche pagane. Nel IV secolo d.C. in questo punto potrebbe esserci stata una fortezza, o perlomeno una torre di guardia longobarda. Tale fortezza non è storicamente documentata in maniera scritta, ma ci sono molte prove che indicano la sua presenza sopra Belmonte.

Ma forse mi sto dilungando un po’ troppo, la piccola chiesa di Sant’Apollonia è oggi un piccolo edificio orfano, malgrado ancora di proprietà della Chiesa, solo alcuni abitanti della zona rimangono interessati al suo mantenimento. Quale che sia il suo futuro non è dato saperlo, è ormai abbandonata da prima degli anni ’70 e non sembrano esserci spiragli di luce nel suo futuro. La mia speranza è che quest’articolo possa dargli quel barlume di speranza che merita, in modo tale che almeno quest’angolo storico, simbolo d’accoglienza, possa salvarsi dall’oscurità del tempo.

Video:

Nel 2015 ho realizzato un piccolo video-esplorazione in questa chiesa abbandonata, oggi potrebbero esserci molti più danni, purtroppo.

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Ottimo articolo!