La chiesa parrocchiale di Santa Giuletta

by
Ogni angolo ha una storia da raccontare, basta solo avere la pazienza d’ascoltare o la stoicità di saper cercare. Dirò forse la cosa più banale del mondo, ma l’Italia è un vero e proprio fulcro di storia. Non serve che lo scriva io per rendere chiaro questo concetto, eppure capita sempre più spesso che le grandi opere del nostro passato vengano perdute.

Non è questo il caso, e lo vedremo nel corso dell’articolo. Perché questa volta non mi trovo a scrivere sull’ennesimo abbandono, al contrario; cercherò in maniera esaustiva, ma allo stesso tempo schematica, di parlare della bella quanto gigantesca chiesa parrocchiale di Santa Giuletta. E’ però necessario introdurre il luogo: Santa Giuletta è un piccolo e quasi sconosciuto paese dell’oltrepo pavese. E come tutte le piccole comunità racchiude storie che si stagliano nei secoli.

Non dedicherò quest’articolo alla storia di Santa Giuletta, posso però dire che è una comunità che nasce addirittura ai tempi dei Liguri e dei Galli. Poi sede d’un insediamento romano, per poi diventare feudo nel periodo medievale. E’ proprio questo il periodo storico dove inizia ufficialmente la storia di questa chiesa. C’è da considerare un cosa: Santa Giuletta è storicamente suddivisa in due distinte comunità, Villa e Castello. Ad unire queste due storiche comunità è stata questa chiesa, che si trova esattamente al centro di esse.

Un disegno abbastanza rappresentativo di tutto il complesso.

Questa chiesa ha però maggiormente “influenzato” la storia di Castello, dato che essa è sorta ben prima dello storico maniero (di cui oggi rimangono solo le fondamenta e le prigioni all’interno dell’attuale villa settecentesca) dal quale ha preso il nome, scopriamo quindi che questa chiesa ha origini antichissime, forse già nell’anno 1000 in questo punto era già presente un piccolo centro religioso. Ma non esistono dati certi e sono solamente flebili ipotesi, quel che è certo, è l’edificazione della chiesa, avvenuta intorno al 1200. L’edificio è fin da subito dedicato alla martire Santa Julitta, donna legata anche alla figura del figlio Quirico, martiri legati alla tradizione antica della Chiesa, morti intorno al 304.

Il panorama mozzafiato visibile da questa zona.

I primi dati conosciuti relativi a questa chiesa risalgono al 1504, in seguito ad una visita pastorale del Vescovo di Piacenza. Da questi documenti possiamo apprendere che in quel periodo l’edificio era in pessimo stato di conservazione. Il problema era d’origine amministrativa, in quel periodo la chiesa apparteneva alla famiglia Beccaria, feudataria del luogo. La chiesa era quindi priva dell’effettivo rettore. C’è da considerare che ogni edificio così antico presenta nel corso della sua storia periodi floridi e di decadenza.

Una foto dell’interno della chiesa. © latasseraoltrepo.com

Ad oggi l’edificio si presenta molto diverso da com’era all’epoca. Ha infatti subito un numero elevatissimo di restauri e modifiche. Ciò che salta immediatamente all’occhio è il campanile, molto diverso da quelli a cui siamo abituati a vedere, perché assomiglia più ad una torre d’un castello, che invece ad un semplice campanile. Un tempo era molto diverso da oggi, molto più simile ai campanili più “classici”, questo infatti venne realizzato solo verso la fine del 1800, venne costruito per innalzare e rendere più stabile il campanile già esistente. La cima presenta merlature molto interessanti, anche se di fatto hanno un utilizzo prettamente estetico.

Il campanile fu dotato di tre delle vecchie campane , una quarta fu data in fusione alla ditta Mazzola di Valduggia che poi ne consegnò altre due di nuova fabbricazione. (Dal libro di Loretta Ravazzoli “Saluti da Santa Giuletta” Guardamagna editore)

Nel 1846 avvennero importanti rimaneggiamenti, per decisione dell’arciprete, venne abbassato il livello della pavimentazione e ricostruito il coro posto sul lato opposto. Fin dai tempi più antichi vi era l’usanza di seppellire sotto la chiesa i corpi dei nobili o di personalità di particolare pregio. Durante il corso di questi lavori vennero alla luce moltissime ossa, malgrado quest’abitudine sepolcrale fosse già in disuso dal 1833, perché ritenuta poco igienica. Questi lavori andarono avanti fino al 1851, trasformando radicalmente l’aspetto originale dell’edificio. Persino la volta fu alzata.

La facciata. Oggi è pulita ed intonaca.

Non è chiara la storia della chiesa fino ai giorni nostri, l’edifico è stato utilizzato per quasi tutto il corso del 1900, ed attualmente risulta ancora attivo. C’è da considerare che intorno agli anni ’50 questa parrocchia perse in parte la propria importanza di centralità religiosa della zona, nel momento in cui l’antico oratorio di San Colombano divenne parrocchia autonoma. Nel corso quindi degli ultimi anni del ‘900 la chiesa ha quindi visto un progressivo quanto lento declino, fino ad essere di fatto abbandonata a se stessa per alcuni decenni. Nei primi anni del 2000 la facciata era in condizioni veramente deplorevoli. Negli ultimi anni, sopratutto grazie agli sforzi della comunità, l’edificio è stato in grossa parte recuperato ed oggi è un vero e proprio fiore all’occhiello sia dal punto di vista storico, che estetico.

La chiesa, forse intorno al 2000.

Piccola curiosità: dietro alla chiesa c’è la vecchia canonica, ovvero l’antica casa del prete. E’ una villetta di campagna dall’aspetto delizioso, attualmente è chiusa e sigillata, ma versa in stato d’abbandono già da moltissimi anni.

Ulteriori informazioni storiche relative a questa parrocchia si possono trovare presso quest’indirizzo (lombardiabeniculturali.it).

Altre foto:

Lo splendido soffitto affrescato. © latasseraoltrepo.com

Fonti dell’articolo: Robertomarchese.it WikipediaComune di Santa Giuletta – Loretta Ravazzoli

Print Friendly

You may also like

2 Comment
  1. Valerio 2 giorni ago
    Reply

    BBB…Bèllo, Bene, Bravo!

Leave a Comment

Your email address will not be published.