Ex discoteca “La Marsina”

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C’era una volta “La Marsina”, una discoteca costruita nel mezzo della campagna, in provincia di Novara ed allo stesso tempo a pochissimi passi dalla Lombardia. Una sorta di terra di nessuno, dove l’unica regola era il divertimento e la musica. Un’ oasi nel nulla cosmico di questa zona, che però non ha avuto la fortuna che molti avrebbero sperato.

Si trova nel territorio del comune di Cerano, uno dei tanti paesi della pianura Padana con poche attrattive per chi è in cerca di emozioni forti. La discoteca è stata inaugurata tra il 1990 ed il 1991, figlia d’una cultura musicale ormai del tutto scomparsa, era un locale che voleva fare breccia verso una clientela ben precisa. La serata dell’inaugurazione andò decisamente bene, anche grazie alla presenza di personaggi (invitati proprio per attirare clienti) come Luca Barbareschi e Paola Barale.

Il genere musicale era prettamente house commerciale, ed era anche quello che la maggior parte della clientela ricercava. Qui sono passati tutti i principali e più importanti artisti legati a questo genere musicale. Nei primi anni la discoteca riuscì a mantenersi a galla, dopo la metà degli anni ’90 iniziò lentamente il declino. Le cause sono complesse e molteplici, e non è nemmeno possibile conoscerle tutte. Quella più plausibile è relativa ad un cambio di gusti da parti della clientela, inoltre la vicinanza con Milano non ha aiutato e la posizione molto scomoda non ha contribuito positivamente.

Nel 2000 avvenne quindi il primo d’una lunga serie di cambi di gestione. La discoteca venne quindi rinominata con lo strano nome di “Maison D’alì“, tentarono di cambiare anche genere di musicale, e di conseguenza anche il tipo di clientela, puntando verso generi più underground, questa scelta fu fallimentare fin dal principio. Dopo pochissimi anni la discoteca cambiò nuovamente nome, nel 2004 era conosciuta con il nome di “Atelier” e rimase con questa denominazione per molti anni a venire.

Fu proprio nel 2004 che la discoteca finì sui giornali per un fatto di cronaca. La notte del 19 Giugno 2004 nel parcheggio della discoteca avvenne una lite tra due ragazzi, i motivi di tale litigio erano relativi dei complimenti di troppo verso la moglie dell’aggressore. Il fatto si sviluppò con un’ accoltellata alla schiena da parte d’un ventunenne muratore di Rozzano. Fortunatamente l’aggredito non subì danni ad organi vitali e se la cavò con 30 giorni d’ospedale. L’aggressore venne invece arrestato per tentato omicidio. Non mancano inoltre leggende metropolitane: si dice che in una serata, una ragazza (alcune versioni affermano che sia un ragazzo) in stato confusionale finì all’interno della piscina della discoteca morendo annegata. Personalmente ritengo che non sia una storia veritiera, considerando che non esistono informazioni in rete ed un fatto del genere avrebbe sicuramente fatto notizia.

Successivamente la discoteca cambiò ancora un’ ultima volta gestione, diventando il Don Karlos, questo è di fatto l’ultimo nome del locale prima della sua chiusura, avvenuta nel 2010. Dopo il fallimento la discoteca è diventata immediatamente bersaglio di numerosi reve party, il più grande avvenuto solo nel 2016. Queste feste hanno letteralmente distrutto il locale, che oggi sembra essere sopravvissuto ad un guerra nucleare.

Inoltre tutt’intorno è ormai una gigantesca discarica, con cumuli di rifiuti tossici ed amianto, tanto che nell’agosto 2017 qualcuno ha appiccato un incendio presso un boschetto nei pressi della discoteca, bruciando rifiuti pericolosi e grandi quantità di eternit.

Sono quindi lontani i tempi della sua gloria, anche se parlare di gloria sembra quasi ironico, vista la grande sfortuna che ha avuto questo locali fin dalla sua apertura. Finisce qui la sua storia.

Video:

Ho realizzato un video all’interno di quello che rimane della discoteca, da quest’immagini potete farvi un’ idea di come sia cambiata e probabilmente è irriconoscibile rispetto a com’era pochi anni fa:

[Il video sarà disponibile tra poche settimane]

Altre foto:

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