Gallerie sotterranee di Torino

Apr 09, 2013 3 Commenti by

Comunemente conosciute come “Gallerie della Cittadella” o più generalmente “Gallerie Pietro Micca“, Torino, come quasi tutte le antiche città, nel suo sottosuolo nasconde molto più di quanto si possa pensare. Forse nulla paragonato al sottosuolo di Parigi (più di 200 Chilometri di gallerie) o di Londra (per fare due esempi generici), ma dal punto di vista storico queste gallerie sono state fondamentali per la città di Torino ed ancora oggi hanno un incredibile fascino, che non fa che aumentare l’aura magica di questa città.

Ci tengo a precisare che queste gallerie non hanno nulla a che fare con l’esoterismo o il mistero che tanto appassiona la gente, esse infatti avevano scopi decisamente più pratici. Molte volte sono giunto a chiedermi se ci sia altro sotto Torino e sono giunto alla conclusione che sicuramente non sono le uniche gallerie sotterranee di Torino, considerando l’antichità della città, tanti altri segreti nasconde il sottosuolo di Torino, dimenticati dal tempo; questo è tornato alla luce della conoscenza verso la metà del ‘900 e grazie all’impegno di tante persone, oggi una piccola parte delle gallerie è visitabile e messa completamente in sicurezza.

Le gallerie risalgono  all’assedio di Torino del Maggio del 1706 (che terminò verso settembre dello stesso anno), durante la guerra per la successione al trono di Spagna. L’assedio avvenne da parte delle truppe franco-spagnole… oltre 44.000 uomini vennero impiegati a Torino, contro l’esercito sabaudo tre volte inferiore di numero. Ma nelle guerre d’assedio non è solo la forza numerica a determinare il risultato, queste gallerie furono uno dei principali strumenti bellici per contrastare il nemico.

Le gallerie correvano sotto la cittadella (oggi non più esistente, si trovava nell’attuale area di Porta Susa) attraverso circa 14 Chilometri. Esse non erano tutte uguali e si estendevano anche a livelli di profondità differenti. Per costruirle vennero impiegate forze davvero impressionanti, la fatica ed il sudore dei minatori fu davvero terribile ed il lavoro ingegneristico fu semplice ma assolutamente efficace. Tra i minatori uno in particolare oggi viene ricordato, Pietro Micca, da molti considerato un icona, un eroe o un patriota. Egli in realtà non era nemmeno un soldato, era un uomo comune, un lavoratore, non alla ricerca di gloria, ma alla ricerca d’un salario per mantenere un figlio nato da pochi mesi, il suo gesto oggi è straordinariamente ricordato come se fosse avvenuto ieri.  Nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1706 egli morì all’interno d’una di queste gallerie, per non far raggiungere le truppe francesi l’interno delle cittadella, facendo crollare la galleria con un esplosivo, tramite l’impiego d’una miccia corta. Oggi sono in molti a credere che egli non sia morto “perché lo voleva“, ma sinceramente ritengo che sia un dibattito particolarmente stupido, egli agì sicuramente d’istinto e forse il suo è stato un atto eroico dovuto al fatto che si trovasse li quella notte. Tutti discorsi inutili, rimane comunque il fatto che egli oggi è uno dei simboli di Torino (a lui sono dedicate innumerevoli opere d’arte e luoghi).

Le gallerie venivano utilizzate per contrastare il nemico in superficie, con un sistema denominato di Contromina. Il metodo era semplice: si scavavano dei piccoli tunnel (esistono varie tecniche per captare la posizione del nemico in superficie), si posizionava l’esplosivo in fondo ad esso, si riempiva di terra il tunnel, si puntellava (per evitare il rinculo dell’esplosione) ed infine si accendeva la miccia. L’esplosione era devastante per chi si trovava in superficie.

E’ interessante notare che le gallerie vennero costruite in pochissimo tempo, persino dopo la fine dell’assedio i lavori non terminarono: nel Maggio del 1708 (2 anni dopo l’assedio) venne costruito un ampliamento dell’intero sistema nel fronte di Porta Nuova e la costruzione di una lunga galleria magistrale. Anche nei successivi anni le gallerie sono state mantenute rimanendo in servizio operativo fino al 1800. Dopo l’abbattimento delle mura da parte di Napoleone, le gallerie persero utilità ed entrarono in uno stato di completo abbandono. Nel corso dell’800 sono rivenute alla luce molte volte, ed oggi una grande quantità di esse sono ancora abbandonate nel sottosuolo. Alcune di esse invece sono divenute parte integrante delle fondamenta di molte case, utilizzandole persino come cantine. [Mappa Gallerie]

Nel corso del ‘900 furono anche utilizzate dalla popolazione per proteggersi dai bombardamenti (seconda guerra mondiale).

Il Museo Pietro Micca:

Oggi le gallerie sono mantenute grazie all’impegno del Museo Civico Pietro Micca. E’ l’unico modo per visitare una piccola parte delle gallerie di Torino ed è anche un museo generalmente dedicato allo storico assedio. All’interno del museo è possibile imparare moltissimo sull’evoluzione urbanistica della città (merito sopratutto di uno splendido plastico, vedi immagini sottostanti).

Altre foto:

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Italia - Piemonte, Torino

Autore articolo:

Amministratore e fondatore di questo sito, fotografo e videomaker. Ha iniziato a fotografare nel 2010, dal 2013 in poi ha iniziato ad esplorare posti abbandonati, realizzando e pubblicando video su Youtube. Instancabile, curioso ed un po' spericolato. E' sempre alla ricerca di ciò che è nascosto, e che attende d'essere documentato.

3 Responses to “Gallerie sotterranee di Torino”

  1. Antica chiesa abbandonata: Madonna delle Vigne (Lucedio) says:

    […] da Antonio Bertola, fu anche un ingegnere militare che si distinse nella difesa dell’assedio di Torino nel […]

  2. Albyphoto Blog - Torino nel 1706 says:

    […] Museo Pietro Micca di Torino, c’è uno dei più dettagliati modelinni di Torino, com’era strutturalmente […]

  3. chiara fiorina says:

    la compagnia minatiri era composta da una sessantina di minatori scelti provenienti, per la maggior parte dalla Valle d’Andorno (Biella), da Brosso (Canavese) e dalla Val d’Aosta, tre luighi che possedevano miniere reali di ferro e rame necessari alla guerra; il comandante era il Capitano Bozzolino.La vittoria dopo l’assedio di Torino mise le basi per quello che diventerà il regno d’Italia, peccato che a scuola non si approfondisca!
    chiara

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