Hotel abbandonato “La Genzianella”

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C’era una volta il 1960, da allora sono passati più di 18.000 giorni. Perché inizio quest’articolo in questo modo così atipico? Perché il luogo stesso che affrontiamo in quest’articolo è atipico, ed il tempo è tutto ciò che separa quello che vediamo ora, con quello che era. Immaginate di decidere un giorno di costruire un ristorante/hotel, immaginate il luogo che decidereste d’edificarlo. Bene. Sicuramente non deciderete mai di farlo a 1340 metri d’altezza sul livello del mare, lungo una strada ripida non facile da raggiungere… a meno che non siate negli anni ’60.

Quest’epoca era caratterizzata da un ottimismo per il futuro piuttosto particolare, erano gli anni dove l’automobili avevano iniziato ad essere alla portata di tutti, luoghi come questo, fino a pochi anni prima, erano raggiungibili solo con la fatica dei muscoli, fece quindi i suoi natali un nuovo tipo di turismo della montagna, ecco che quindi nacque quello che per anni è stato un importantissimo centro turistico, diventando negli anni ’60 un importantissimo locale molto in voga.

Il locale aveva principalmente due funzioni: ristorante (pizzeria), ed hotel. I clienti potevano godere d’un panorama mozzafiato, oltre ad avere a disposizione la possibilità di camminare in un paesaggio incantevole ed incontaminato. L’hotel “La Genzianella” si trovava infatti lungo la strada che conduce sulla cima del Monte Penice, dove sorge un santuario dalla storia millenaria. Il santuario dista appena 400 metri in linea d’aria dall’hotel, rendendo quindi questo albergo il posto perfetto dove passare delle vacanze in assoluta tranquillità.

L’abbandono risalirebbe a circa il 1985, i motivi dell’abbandono sono sconosciuti, ma è ipotizzabile che la posizione sfavorevole ed un lento calo di visitatori nel corso del tempo, hanno sicuramente influenzato in maniera negativa l’andamento dell’attività. Di sicuro di questi tempi l’albergo non sarebbe di sicuro sopravvissuto, non è quindi un qualcosa di strano che abbia chiuso definitivamente i battenti.

Ad oggi quello che rimane sono rovine dall’aspetto freddo ed inquietante, fin dal primo momento ho avuto una percezione “negativa” della location, quasi come se in qualche maniera avvertissi una sorta di presentimento. Se un tempo quest’albergo era simbolo d’ospitalità, bellezza e progresso, oggi rappresenta la decadenza, la bruttezza ed il regresso.

Come spesso accede per strutture di quest’epoca, l’edificio è pieno di eternit, il tetto è in lento ma continuo disfacimento, camminare quindi all’interno delle stanze è come farsi un “bellissimo” e “salutare” aerosol d’amianto. Non è quindi l’ideale entrarci senza almeno una maschera di protezione adeguata. Attualmente l’edificio è in vendita, anche se non si conoscono i dettagli sugli attuali proprietari.

Purtroppo l’hotel è anche finito sulle pagine dei giornali, il 27 dicembre 2015 venne infatti trovato il cadavere d’un ragazzo di 25 anni, morto all’interno dell’edificio in circostanze misteriose, questo fatto sicuramente non fa che aumentare l’aura di negatività che aleggia sopra questo luogo.

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2 Commento
  1. Alianelli Stefano 12 mesi ago
    Reply

    Bell’articolo Alberto,bel sito deturpato da mattoni ed eternit.Presumo tu non sia entrato per filmare in quanto carico di sfogliature di amianto e comunque da quello che vedo in una fotografia quel che rimane dell’edificio è delimitato da rete e segnalato con il divieto di ingresso.Molto interessante come sempre.Sono nuovamente a complimentarmi con te.
    Ciao. Stefano di Asti.

    • Alberto Bracco 12 mesi ago
      Reply

      Grazie mille Stefano!! Esatto, non sono entrato sopratutto per la presenza di troppo amianto. Non avevo con me l’attrezzatura adatta al caso. resta però comunque affascinante anche solo dall’esterno! :)

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