Leinì

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Leinì è un comune di medie dimensioni, posto a pochi chilometri dal comune di Volpiano, San Benigno Canavese, Lombardore e dalla città di Torino. Ha più di 15.000 abitanti ed è uno dei principali paesi nelle vicinanze di Torino. Il nome del paese in origine era Leynì, ma con l’avvento del fascismo tutti i nomi con lettere “straniere” vennero cambiati, in questo caso il nome venne cambiato in quello odierno, malgrado varie polemiche successive al ’45, che cercarono di far tornare il nome del borgo a quello d’origine, il nome non è stato più cambiato, per evitare inutili sprechi burocratici, dato che ormai il nome attuale è diffusissimo rispetto a quello originale.

La posizione di questo paese è esattamente tra la città di Torino ed il Canavese, non a caso è anche soprannominato la “Porta del Canavese“, dato che inoltre da questa città parte una strada statale che arriva direttamente nell’Alto Canavese.

Cenni Storici:

La storia di questo paese, come quasi tutte le città della zona, parte da tempi abbastanza remoti, la prima citazione del nome di Leinì avvenne già in un atto del 951 d.C. allora il nome era Leiniani, facilmente associabile al nome attuale. Dopo l’anno 1000 Leinì diventa sempre più importante, fin dai suoi primi anni di vita la città era stata sotto la proprietà dei marchesi del Monferrato, che fecero costruire mura e fossati difensivi tutt’intorno alla città in continua evoluzione, che resisteva alla continue incursione da parte dei feudi nelle vicinanze del territorio. Ancora oggi parte delle mura sono visibili.

Nel 1300 avviene un passaggio di mano per quanto riguarda il potere politico di Leinì, i nuovi “gestori” sono nientemeno che la famiglia Provana, una delle famiglie feudali più importante dell’epoca e di tanti altri secoli successivi, non a caso essi gestiranno Leinì (e non solo) per oltre 400 anni marchiando moltissimo la storia locale. Il dominio di questa famiglia terminerà con la rivoluzione francese, ma in ogni caso nel 1780 non ci sono più eredi per questa famiglia.

Torre Dell’Ammiraglio:

Rientra tra le costruzione più importanti di Leinì ed è praticamente il cuore pulsante della città, il nome della torre deriva da Andrea Provana di Leinì, che è stato ammiraglio e comandante della battaglia di Lepanto, nel 1571, contro l’impero Ottomano, è comunque praticamente certo che la torre esistesse già prima che Andra Provana nascesse.

Questa torre è di base quadrata, costruita in mattoni, alta 33 metri dall’aspetto solido ma non invasivo, si adatta perfettamente alla piazza dove essa sorge e dona al panorama una certa nota di bellezza (merito anche della splendida piazza), è praticamente il resto meglio conservato e più appariscente del castello trecentesco, oggi diventato sede del comune.

Vecchio Chiostro:

Si trova nelle immediate vicinanze della Torre, è il frutto della fusione di tante epoche e modifiche. E’ stato utilizzato per secoli ad usi agricoli, oggi è principalmente utilizzato come luogo di passaggio, remore di un epoca passata.

Altri luoghi d’interesse:

Ci sono poi tanti altre strutture interessanti, come ad esempio una strana Torre (vedi la prima foto sottostante) che non è altro che una “sopravvissuta” delle Torri del vecchio castello (si trova in Via Roma, in questo punto), a tante e numerose chiese che sono disseminate in tutta l’area cittadina (tra le più importanti c’è ad esempio la parrocchia di San Pietro e Paolo).

La Parrocchia di San Pietro e Paolo.

 

“Curiosità” d’attualità:

Il comune di Leinì negli ultimi mesi (quando scrivo queste righe è il 2012) è stato  messo sotto sequestro per mafia, al centro dell’operazione Minotauro, operazione coordinata da Giancarlo Caselli (magistrato “famoso” per la sua lotta contro la mafia), ha messe in manette l’ex sindaco Nevio Coral. Non è per nulla strano, dopotutto negli ultimi anni Leinì ha visto un numero di appalti e costruzioni davvero oltre la normalità, con intere aree completamente urbanizzate in zone che fino a pochi anni prima non vi era assolutamente nulla; tutto dietro al classico riciclaggio di denaro. Sistema non molto differente anche per Rivarolo (anch’esso posto sotto sequestro per gli stessi motivi) ed altri comuni del Canavese, segno che la mafia agisce direttamente e con grande forza anche in Piemonte.

Tralasciando quest’argomento vi rimando ad altre foto di Leinì:

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