Mole Antonelliana

Gen 27, 2012 3 Commenti by

Chi di voi ha già sentito parlare della Mole Antonelliana? Probabilmente chiunque. Il simbolo più famoso di Torino, presente in tutte le monete da due centesimi italiane, è un edificio che ancora oggi dopo più di un secolo dalla sua costruzione, mantiene la sua misteriosa ombra sulla città.

La Torre è stata progettata dall’architetto Alessandro Antonelli, da dove prende il nome il monumento stesso, la sua costruzione iniziò nel 1863. L’opera che aveva in mente il geniale architetto Antonelli però superava di gran lunga la normalità… tanto che nel 1877 il progetto divenne troppo oneroso per i committenti della costruzione. Infatti inizialmente la Mole Antonelliana sarebbe dovuta diventare un enorme tempio della comunità israelita di Torino, ma nemmeno i banchieri ebrei riuscirono a tenere testa ai folli costi che portava la sua costruzione, tanto che la struttura venne ceduta al comune di Torino, in realtà pare che Antonelli realizzò la Mole con un altezza del genere proprio con l’obbiettivo di non renderla utilizzabile come sinagoga, erano voci che circolavano spesso all’epoca e non sapremo mai se affermavano il vero.

Resta il fatto che poi la costruzione venne destinata come museo civico, ma alla morte di Vittorio Emanuele II nel 1878, il consiglio comunale cambiò idea, destinandola infine alla sede del ricordo nazionale dell’indipendenza italiana.

Tra mille modifiche del progetto iniziale, grandi fatiche nella costruzione e molte altre vicissitudini, la Mole finalmente venne terminata nel 1889.

Ma nel corso del ‘900 furono molte le polemiche che investirono questo monumento, non solo per i suoi costi, per la megalomania con cui è stato pensato, ma sopratutto per la sua instabilità strutturale.
Tali polemiche non erano per nulla infondate, nel 1953 avvenne una fortissimo uragano che fece precipitare al suolo la guglia di 47 metri. Era il tardo pomeriggio del 23 Maggio di quell’anno, preceduto da una tempesta di sabbia, un fortissimo temporale investì la città che provocò 5 vittime ed il crollo della guglia, che si scaraventò violentemente al suolo, precipitando in un giardino sottostante, tramutandosi in un cumulo di macerie.
Ho recuperato dalla rete un piccolo articolo di giornale, scritto il giorno dopo il fatto:

“Nel cuore della tempesta abbiamo attraversato la città con un’auto per renderci conto della situazione. In piazza Castello la “1400” è stata investita da un vortice che l’ha trascinata di fianco per una decina di metri: la “1400” pesa 11 quintali. Sembrava di viaggiare immersi in una vasca d’acqua. In via Po la sabbia ci copriva il parabrezza e toglieva la già scarsa visibilità (…). Si udì uno schianto, come un boato allucinante, pensammo al crollo di una grossa casa. Era la Mole!” [La Stampa 24/05/1953]

Dopo questo evento, vennero effettuate delle grosse modifiche alla struttura, inizialmente fu realizzata senza l’utilizzo di strutture metalliche (troppo costose nell’800 e non ancora molto diffuse nell’ingegneristica strutturale) ma con uno scheletro fatto totalmente in muratura. Dopo la tragedia vennero aggiunte robuste strutture metalliche che ancora oggi la rendono totalmente sicura, anche grazie a successive restaurazioni avvenute nel 1996, quando la Mole divenne anche sede del museo del cinema, come lo è ancora nei giorni attuali.

La torre è alta la bellezza di 167,5 metri ed è la struttura in muratura più alta in Europa. La sua base è di forma quadrata, dove sorge direttamente sopra di essa la sua caratteristica cupola. Al di sopra di essa ad un altezza considerevole, si trova un “tempietto” raggiungibile tramite un ascensore (ci sono anche le scale, ma sono utilizzabili solo in caso d’emergenza), tale tempietto ha anche la funzione di sorreggere la guglia attraverso un piano colonnato. Dopo il crollo della vecchia guglia, quella attuale è identica all’originale, con l’unica differenza d’essere completamente in acciaio.

Ma come ogni cosa anche la Mole ha le sue leggende… sono in tanti a chiedersi a cosa diavolo serva! Inizialmente, come ho già scritto, sarebbe dovuta diventare una sinagoga, ma la follia di un progetto ambizioso, con soluzioni architettoniche molto ardite rese la sua realizzazione più difficile del previsto, gli stessi ebrei inoltre (secondo la loro religione) non vogliono che le sinagoghe siano troppo alte… lo stesso architetto si mise a lavorare a questo difficile progetto quando aveva già sessantacinque anni. C’è chi la ritiene un ultimo simbolo della massoneria (ed effettivamente penso sia vero), per altri è una sorta di “antenna” ed alimenta ulteriormente le leggende che legano Torino all’esoterismo. Quel che è certo, è che non si può negare l’aura di mistero che circonda La Mole, atmosfera che ha sicuramente alimentato la fantasia, portando molti a credere che ella sia una struttura “magica”… un po come la città stessa, che nel corso della sua storia ha ospitato più di tanti personaggi storici: dagli alchimisti Paracelso e Fulcanelli, Cagliostro, Nostradamus, il filosofo Friederich Nietzsche, il medico Cesare Lombroso fino al più attuale sensitivo (o illusionista) Gustavo Adolfo Rol… ma queste sono altre storie, che appartengono a questa misteriosa città.

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Italia - Piemonte, Torino

Autore articolo:

Amministratore e fondatore di questo sito, fotografo e videomaker. Ha iniziato a fotografare nel 2010, dal 2013 in poi ha iniziato ad esplorare posti abbandonati, realizzando e pubblicando video su Youtube. Instancabile, curioso ed un po' spericolato. E' sempre alla ricerca di ciò che è nascosto, e che attende d'essere documentato.

3 Responses to “Mole Antonelliana”

  1. Albyphoto Blog - Mole Antonelliana says:

    […] Mole Antonelliana Pubblicato il 14/06/2011 da Alberto Bracco Tweet[Articolo aggiornato, modificato e trasferito su Albyphoto.it] […]

  2. Albyphoto Blog - Aggiornato l'articolo sulla Mole Antonelliana says:

    […] questo momento ho aggiornato e trasferito su albyphoto.it l’articolo che ho scritto sulla Mole Antonellina qualche mese fa. Negli ultimi giorni sto lavorando per trasferire la maggior parte degli articoli […]

  3. Torino dall’alto says:

    […] Mole Antonelliana: […]

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