Ospedale abbandonato “La Bertagnetta”

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Sembra quasi un paradosso che un luogo di cura, oggi, sia una ferita a cielo aperto. Perché quest’edificio è una vera propria cancrena tra le vie delle bella città di Vercelli. Non è certo l’unico esempio d’abbandono della città, ma sicuramente uno dei più significati e tristemente famosi. Un edificio in puro stile “Liberty“, un modo di costruire slanciato ed elegante,  che amo particolarmente.

L’ospedale non è mai un posto bello. Una frase banale, ma sfido chiunque a dire il contrario. Chi giungeva in questa struttura era per malattia o vecchiaia. Ma oggi, l’edificio è ancora più spaventoso, e se prima poteva rappresentare una grande speranza di guarigione e rinascita, oggi simboleggia la decadenza e la morte. L’ospedale venne costruito a cavallo tra la fine dell”800 e l’inizio del ‘900. L’area scelta, all’epoca, era isolata e tranquilla, ma comunque piuttosto vicina alla città. All’epoca gli ospedali erano meno numerosi d’oggi e la gente si recava in strutture di questo tipo solo per malattie molto gravi. In fin dei conti negli anni ’40 si moriva ancora con estrema facilità di polmonite e tanti furono i malati di codesta malattia che passarono attraverso questi corridoi.

L’ospedale infatti era di tipo pneumologico , ovvero specializzato nella cura di malattie legati all’apparato respiratorio, tra le corsie di questo ospedale passarono innumerevoli celeberrimi medici, che curarono e salvarono la vita a migliaia di persone (nel 2015 è mancato il Dott. Antonio Mammana tisiologo di grande fama, che lavorò molti anni in questo ospedale). L’ospedale era piuttosto grande, costruito con una logica schematica, con due ascensori laterali, diverse scale, quattro piani, i sotterranei ed un sottotetto. I posti letto erano 120. Davanti alla struttura c’era anche uno splendido giardino, l’ospedale infatti era immerso nella natura, così da favorire la guarigione dei pazienti. Il giardino era il vero fiore all’occhiello dell’edificio, costituito da decine di panchine (alcune ancora visibili), una fontana (oggi “mangiata” dalla vegetazione), molti fiori ed alberi. Oggi questo giardino è un intricatissima giungla, difficilissima da penetrare ed altrettanto complessa da esplorare. Non è rimasto nulla della bellezza originale, solo caos fine a se stesso, il lento imbrunire dello scorrere del tempo, che lentamente dissolve il passato.

L’edificio venne abbandonato nel 1990, non sono chiari i motivi della chiusura, ma l’ospedale è ancora oggi di proprietà dell’ASL. Dopo la fine della sua funzione d’ospedale, vennero intraprese diverse strade per poter utilizzare l’edificio in maniere differenti, con fondi ottenuti dalla Regione (la bellezza di 5 miliardi di Lire) il tutto sarebbe dovuto diventare un centro d’assistenza per anziani non autosufficienti. In effetti all’epoca la struttura non era ancora in stato d’abbandono, era quindi un progetto del tutto fattibile. Ma qui arrivò lo spettro della burocrazia, che come per magia fece ritardare l’avvio del progetto alla metà degli anni ’90. nel frattempo la vegetazione cresceva e l’abbandono iniziava il suo lento ma inesorabile percorso. Ma tra il 1995 ed il 1996 parte dell’edificio venne utilizzato per ospitare un gruppo di profughi ruandesi. Finché non arrivò il fatidico agosto del 1996… i profughi vennero trasferiti da qualche altra parte e (finalmente!) vennero fatti partire i lavori finanziati dalla regione anni prima.

Ma l’Italia è un paese colorato, gli scherzi sono all’ordine del giorno, quindi la ditta che aveva vinto l’appalto decise che era meglio intascarsi il 10% d’anticipo di legge, per poi dileguarsi, che fare il proprio lavoro. Si sa, l’onestà prima di tutto! Ad oggi sono rimaste alcune flebili traccie dei (pochi) lavori di restauro che erano iniziati nel 1996, i lavori dai prodi eroi che fuggirono con i soldi. Che fine avranno fatto il resto dei 5 miliardi? Scomparsi in un buco nero. Probabilmente qualcuno con molta fame ne ha approfittato per mangiarli, ma in questo caso rischio di finire della demagogia; resta la certezza che per qualche ragione assurda non solo sono stati sprecati soldi per ottenere il nulla, ma è andato in malora un edificio che poteva con facilità essere recuperato e riutilizzato. Ad oggi l’ASL sta cercando nuovi compratori, anche per riutilizzi non prettamente legati alla sanità. Io il futuro lo vedo grigio.

Per quanto mi riguarda è un edificio morto, malgrado strutturalmente sia ancora stabile e per nulla pericolante, recuperarlo richiederà un notevole sforzo economico. I vandali e la natura non hanno di certo aiutato. Piccola ironia della vita: era un ospedale pneumologico ed il tetto è fatto completamente in eternit. Complimenti per la scelta.

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Una delle cose più inquietanti che ci sono nei sotterranei…

L’altare all’entrata dell’ospedale, chissà cosa reggeva all’epoca.

Un bellissimo confessionale in legno, misteriosamente sopravvissuto ai vandali.

Le caldaie si trovano separate dall’edificio principale, in una piccola casetta nel mezzo della giungla.

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