Paese abbandonato: Leri Cavour

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Tra la moltitudine di paesi fantasma in Italia, Leri Cavour è forse uno dei più controversi, abbandonato a se stesso, tra qualche barlume di rinascita.  Antica proprietà della famiglia Benso, oggi è un luogo separato dal tempo, all’ombra di un enorme centrale elettrica spenta, attende una rinascita che probabilmente mai arriverà. Questo territorio è decisamente fuori dal comune, in questa zona del vercellese ci sono tantissimi luoghi abbandonati e misteriosi, come la vecchia chiesa sconsacrata della Madonna delle Vigne, il cimitero di Darola o molto altro. Leri Cavour, dal 2007 è frazione di Trino Vercellese, ma non vi abita nessuno da innumerevoli anni, il paese venne abitato almeno fino agli anni ’60, ma il suo declino probabilmente fu lento ed invisibile… complici della sua morte furono le moderne tecniche di coltivazione intensiva (minor numero di manodopera) e le insistenti voci sulla costruzione d’una seconda centrale nucleare a poche centinaia di metri dal paese (oltre alla centrale di Trino), lo spopolamento avvenne piuttosto velocemente.

Successivamente L’Enel acquistò i terreni di Leri, ma il referendum del 1987 vanificò questi sforzi rendendo impossibile la realizzazione d’una centrale nucleare, questo forse in qualche modo salvò Leri dalla sua completa distruzione, ma ormai il suo abbandono era effettivo. La centrale però era ormai in fase di costruzione, venne quindi modificata a centrale termoelettrica, oggi conosciuta con il nome di Galileo Ferraris.

Leri antica:

La storia antica di questo luogo è direttamente collegata ai monaci Cistercensi, che bonificarono la zona rendendola adatta alla coltura del riso, la nascita di Leri quindi si collega al Principato di Lucedio ed al monastero di San Genuario. Nel XI secolo Leri era una grangia, un’ “azienda” agricola satellite del monastero San Genuario che l’acquisto nel 1179, nel documento vi era anche riferimento su un centro fortificato, oggi completamente scomparso, non esiste alcuna traccia, o almeno al momento non vi è stato alcun ritrovamento in merito.

Leri non era certo come oggi, fu un luogo molto importante nel territorio, con una produzione tale, da permettere alla chiesa locale di disporre del privilegio di Parrocchia, nel XVI secolo.

Da Napoleone a Camillo Benso:

Con il passare dei secoli l’importanza e le dimensioni del borgo crebbero, all’inizio dell’800 l’intero possedimento venne acquistato da Napoleone Bonaparte (che però non lo vide mai di persona) il quale a sua volta lo cedette al principe Camillo Borghese (suo cognato). Il passaggio di mani non cessò, lo stesso principe lo rivendette a Michele Benso di Cavour, padre del famoso Camillo Benso Conte di Cavour.

Fu proprio la famiglia Benso a rendere Leri Cavour (prima solo Leri) complessivamente quella che vediamo oggi, se prima il suo aspetto era quello di paese, esso venne modificato per renderlo più simile ad un’azienda agricola, con scelte che all’epoca potevano essere considerate all’avanguardia.

Verso la metà dell’800, Camillo Benso prese le redini dell’azienda del padre, introducendo anche sistemi in grado di migliorare la sua produttività, sperimentando nuovi sistemi d’irrigazione, promuovendo e testando nuovi sistemi di coltivazione e costruendo nuove strutture utili per la vita degli operai (dormitori, mense e servizi). Utilizzò anche questa proprietà durante le vacanze estive.

Tra speranza ed abbandono:

Abitato fino ai primi anni ’60 (una targa sulla vecchia scuola commemora il centenario d’Italia), è questo il periodo del “primo” grande esodo, che si svolse silenziosamente; per tutto il corso degli anni ’70 il paese rimase in balia di se stesso, negli anni ’80  venne timidamente utilizzato dagli operai dell’Enel, che abitarono in alcune delle case con le loro famiglie, per poco più d’un decennio. L’ultimo calendario segna la data “1997” presumibilmente l’ultimo anno d’effettiva “vita”, la dismissione della centrale portò ad un nuovo abbandono, oggi segnato dai calcinacci e distruzione.

All’inizio degli anni ’90 avvenne una piccola scintilla di speranza, Leri Cavour finì nel mezzo della cronaca culturale, venne infatti preso in considerazione per la costruzione del museo Nazionale dell’Agricoltura, ma come per qualsiasi progetto recente, anche quest’idea non venne mai realizzata, venendo malamente dimenticata dopo pochi anni.

L’ultima illusione è avvenuta nel 2011, con il progetto di recupero della tenuta della famiglia Cavour, il gioiello (insieme alla chiesa) di questo luogo. Proprio in concomitanza con il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, venne avviato un interessante progetto di recupero di Leri tramite la collaborazione del comune di Trino e Soprintendenza di Torino per i beni archeologici, Ovest Sesia, l’Associazione “Italia Nostra”, la provincia di Vercelli e la Prefettura di Vercelli. Il progetto non è mai stato definitivamente terminato, come spesso avviene in Italia, la Villa (che sarebbe dovuta essere completamente restaurata) è ancora lì, preda del vandalismo e delle intemperie.

 I lavori di restauro che sono stati effettuati sono pochissimi e riguardano la facciata della tenuta ed una delle stanze della villa, ancora splendidamente affrescata (vedi foto soprastante).

 

Oggi di questo progetto rimangono solo i cartelli, coccarde tricolori abbandonate tra i rovi e indizi d’una rinascita mai avvenuta, frammenti della futura archeologia.

La Chiesa:

L’unico edificio ancora intatto, per qualche strana ragione non è stata nemmeno sfiorata dai vandali, essendo ancora dotata del portone originale. C’è anche da dire che il merito andrebbe anche alla minima sorveglianza del paese (una telecamera) che ha impedito la distruzione di questo piccolo tesoro storico.

Aggiornamento 2016: la chiesa ha subito nel marzo del 2016 un pesante atto vandalico che ne ha irremediabilmente danneggiato più parti, purtroppo nulla in questo povero paese è riuscito a salvarsi dalla stupidità umana.

La chiesa “Natività di Maria Santissima“, venne costruita, probabilmente sopra un edificio più antico, tra il 1718 ed il 1720 da Francesco Gallo (1672 – 1750) architetto di Mondovì, molto famoso per aver costruito molti altri edifici in Piemonte. La chiesa di Leri, dai toni slanciati ed eleganti, è un perfetto esempio di Barocco. L’interno è inaccessibile, per cui le bellezze artistiche sono presumibilmente ancora conservate, molto difficilmente verrà aperta in tempi recenti, per cui bisogna accontentarsi d’osservarla da fuori.

Considerazioni personali:

Non è facile notare questo luogo dalla strada principale e ci vuole molta fortuna per conoscerlo. Quando si raggiunge per la prima volta, un senso d’irreale inquietudine pervade anche l’animo più sereno. Il silenzio, rotto solo da occasionali rumori naturali, è il padrone di questo luogo, in estate è abitato solo da insetti e serpenti. Quando si vista Leri bisogna farlo rispettosamente… quasi si evita di toccare qualsiasi cosa, per paura di spezzare le catene dell’incantesimo che lega questo luogo con il passato.

Per scrivere quest’articolo ho apertamente violato una proprietà privata, ma solo con lo scopo di documentare il degrado d’un luogo che (forse) non verrà mai restituito alla gloria del suo passato. Cartelli di proprietà privata invitano coloro che giungono qua a non entrare, telecamere ed illuminazione stradale tentano invano di tenere in vita dove la vita non c’è. Oggi Leri appartiene a Enel Green Power & Sharp Solar Energy S.r.l (2011). Trovo inutile scrivere di visitare Leri con rispetto e senza portare via nulla (quel poco che rimane), purtroppo non tutti la pensano in questo modo ed almeno una volta all’anno Leri viene mensionata nei giornali locali, per furti o stupidi vandalismi, quest’articolo serva a preservare questo luogo o almeno lasciarne un ricordo.

Video:

Ho girato un piccolo documentario su questo luogo:

Altre foto:

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5 Commento
  1. claudio 2 anni ago
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    Sono un ex speleologo urbano voglio farti i miei personalissimi complimenti e spero più avanti di poterti conoscere di persona continua così.

  2. piero mussano 1 anno ago
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    Sono piero,pensionato,torino,curioso.Con Michela siamo capitati casualmente nel sito e ci e’ piaciuto parecchio.Considero l’abbandono un abbandono “sano” e non ancora molto rovinato dai vandali,anche perche’ lo conoscono in pochi,per fortuna.Ho fatto parecchie foto che mi faranno compagnia durante la prossima vecchiaia.Ti saluto,piero

    • Alberto Bracco 1 anno ago
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      Buongiorno Piero, grazie mille per il commento. Io considero l’abbandono come un libro da leggere, da cui si possono imparare tante cose del nostro passato. Tanti cari saluti.

  3. Piero 5 mesi ago
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    Ciao Alberto
    Innannzitutto complimenti per il tuo video, mi permetto di portarti a conoscenza, quanto sotto.
    Sono Piero, abito a Biella e sono nativo di Castemerlino.
    La scorsa domenica 28 Maggio, abbiamo organizzato una festa con parenti e vecchi ex abitanti del luogo, c’e stata una messa all’aperto (Chiesa di Castelmerliono), sucessivamente siamo andati a visitare i ns posti..
    Con grande raccapriccio, abbiamo purtroppo visto il nuovo degrado e vandalismo perpetrato alla Chiesa di Leri, (Chiesa in cui io fui Battezzato)
    La residenza del Conte Cavour , fronte la Chiesa, e’ oramai distrutta ed e’..cosa nota a tutti, purtroppo.
    A titolo di supporto al tuo bel video , ti invio (al tuo indizzo mail), le mie mail mandate al Sindaco di Trino ed giornale “La Sesia”, per “cercare” una qualche sensibilizzazione/azione URGENTE nel tamponare il continuo saccheggio della Chiesa.
    Ciao
    Piero

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