Pietrabruna

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Se cerchi d’immaginare un villaggio tipico dell’entroterra ligure, non devi far altro che usare come esempio il paese di Pietrabruna. Una vera pietra miliare d’esempio d’un perfetto paesino ligure. Siamo abbastanza distanti dal mare, per raggiungerlo bisogna percorrere una tortuosa strada che sembra non finire mai. Volgendo lo sguardo verso nord ci sono le prime montagne e l’aspra ombra del monte Faudo.

Sono appena 500 gli abitanti che abitano tutto l’anno in questo paese in provincia di Imperia, non sono molti, ma tutto sommato è ancora un paese popoloso, considerando che esistono paesi simili prossimi all’abbandono, non che questo paese sia esente dal lento spopolamento, ogni 10 anni la popolazione decresce da 30 a 40 individui, la triste fine che accomuna quasi tutti i paesi rurali liguri, che sopravvivono solo grazie al turismo, che al contrario dell’evoluzione demografica, aumenta ogni anno, portando quindi a raddoppiare, se non triplicare, la popolazione che vi abita nei mesi estivi.

Ma forse dovrei concentrarmi con il parlare delle emozioni che si fanno strada lungo i piccoli caruggi e vicoli del paese. Perché Pietrabruna è un vero e proprio labirinto la prima volta che girerete al suo interno, un labirinto benevolo, perché non c’è disperazione nel perdersi al suo interno, solo curiosità mista a meraviglia. Non è semplice spiegare tutto questo a parole, ecco perché quest’articolo è disseminato di foto ed immagini, che cercheranno di far capire l’emozioni che nascono nel momento in cui si decide d’esplorare questo borgo.

Ma non posso esimermi con il parlare della sua storia. Ci tengo a precisare che quest’articolo non vuole in nessun modo essere esaustivo, potrebbero essere scritti interi libri sulla storia d’un borgo come questo, dalla storia millenaria. E’ praticamente certo che qui ci fossero insediamenti anche prima del medioevo, ma non esistono dati certi su quest’ipotesi. Andiamo quindi a vedere la parte della storia “ufficiale”, che attesta la nascita di questa comunità intorno ad una chiesa, vale a dire la Chiesa di Gregorio, edificio del IX secolo. Nei primi decenni del 1000, la comunità era sotto il dominio di Adelaide di Susa, moglie di Oddone di Savoia, il capostipite dei Savoia in Italia. Alcune fonti indicano la chiesa di San Gregorio (attualmente la chiesa posta nel cimitero) al 1103, la prima volta che la chiesa venne nominata in un documento ufficiale. Non è quindi chiaro se effettivamente questa fu la prima chiesa dove si sviluppò la comunità di Pietrabruna. E’ comunque certo che questa chiesa è la più antica esistente, di tutto il territorio.

Intorno alla metà del 1100 il borgo entrò a far parte del Marchesato di Clavesana. Il paese all’epoca non si trovava dove si trova oggi, ma diverse centinaia di metri più in basso. l perché ci fu uno spostamento verso monte è da ricercarsi principalmente a necessità topografiche, piuttosto che a bisogni difensivi (il borgo è già in una posizione favorevole dal punto di vista difensivo). Furono infatti i vari passaggi amministrativi a portare la costruzione d’un borgo ex novo. Ad oggi non sembra esserci traccia dell’antico borgo, parte delle pietre utilizzate all’epoca molto probabilmente sono state riciclate e riutilizzate per la costruzione di nuovi edifici, era una pratica molto in voga. E’ comunque probabile che alcune tracce delle antiche fondamenta esistano ancora, ma non sono mai stati fatti studi archeologici precisi.

Il borgo ha visto il suo periodo d’oro intorno alla metà del 1800, basti pensare che in quel periodo il paese aveva ben 1300 abitanti, negli anni ’70 del 1800 aveva sfiorato i 1500 abitanti. Lo spostamento verso le città è la prima causa del declino demografico di Pietrabruna, non contribuirono in maniera benevola le guerre mondiali, anche qui molti giovani versarono il loro sangue durante tali conflitti. Oggi è un paese tranquillo, disseminato di un numero molto elevato di chiese ed edifici religiosi. Alcuni anche in stato di abbandono. Gli edifici religiosi nel paese invece sono in stato conservativo eccelso.

La chiesa principale è risalente al 1844, è la Chiesa parrocchiale di San Matteo, costruita sopra i resti d’un imponente chiesa quattrocentesca, che venne volontariamente distrutta per fare spazio al nuovo edificio. Questa chiesa ottocentesca, è in stile neoclassico, ed inizialmente era l’unico edificio di questo stile presente nel paese. Oggi ha un aspetto più tendente al barocco, in seguito ad alcune modifiche avvenute dopo una restaurazione relativamente recente.

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