Pista abbandonata: Morano Sul Po

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Ho sempre avuto un debole per i luoghi abbandonati, non ne conosco il motivo, ma c’è qualcosa che mi spinge nel cercarli, ed è la primordiale voglia della scoperta, dell’esplorazione ma sopratutto dell’avventura… tutte cose che accomunano ogni singolo essere umano. La pista a Morano Sul Po è qualcosa di molto raro da trovare, non c’è molto, ma il fascino che essa emana è ancora intatto, non scalfito dal tempo.

Morano Sul Po è un piccolo ,ed ai più, sconosciuto paese di circa 1500 abitanti, si trova proprio all’inizio della provincia di Alessandria, lungo il confine tra l’immense e sublimi risaie tipiche di Vercelli ed il poderoso fiume Po che fa da muro verso le verdi terre alessandrine del Piemonte. Scoprire questo luogo senza indicazioni è quasi impossibile, la zona in cui c’è la pista è completamente isolata, avvolta dall’ombra di lunghissime distese d’alberi, raggiungibile da una strada asfaltata solo negli anni ’80, oggi in pessime condizioni.

Se non fosse per il suggerimento d’un utente su Youtube oggi non mi troverei qui a scrivere quest’articolo e non porterei con me il fantastico ricordo d’aver raggiunto questo luogo… tenetevi forte, stiamo per fare un salto nel passato, raggiungeremo il 19 Marzo 1973. In questa data il pilota professionista Arturo Merzario (Ferrari 312 B2) inaugurò la pista con un tempo di 1’01″1, con la media di 144,950 km/h – 90.087 mph. Ad inaugurare la pista quel giorno ci pensò anche una fantastica gara F3 italiana ed il Challenge Ford Escort Mexico. La pista fin dal principio non era perfetta (in particolare per la polvere), ma era un problema che si riuscì a limitare nel corse degli anni. Il circuito è lungo 2460 metri, largo 11 e si conforma in 8 curve (6 a destra), è molto divertente da fare, sia su due che su quattro ruote.

Veniva anche chiamata dalla gente comune “Pista di Casale Monferrato“, dopotutto si trova a pochi chilometri dall’omonima città, tanto da rendere, nel periodo che rimase aperta, questa zona un vero e proprio “tempio” per gli amanti del rumore dei motori e dell’adrenalina. La pista, pur non essendo molto grande, offre molti spunti interessanti, non a caso molti piloti professionisti diedero pareri più che positivi sulla conformazione del tracciato, tra queste curve gareggiarono piloti di tutto rispetto: Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla, Riccardo Patrese e molti altri.

Nel frattempo già dopo pochi mesi dalla sua apertura, la pista stava iniziando ad avere un discreto successo, in particolare dopo il 22 settembre 1974, con la Coppa Autodromo di Casale, nel 1974 e successivamente anche nel 1976 si iniziò a pensare a possibili allungamenti e modifiche della pista, nel primo anno d’attività la pista ebbe un successo piuttosto rilevante, basti pensare che in 12 mesi (1974) vennero effettuate un totale di 17 gare, 2151 piloti con circa 100.000 spettatori in totale. Venne quindi iniziato un progetto d’allungamento, con l’aggiunta di nuovi spalti e varie modifiche, il progetto (mai concluso) prevedeva un allungamento della pista fino a 4 chilometri, per aprire le porte verso i campionati internazionali. Ma questo progetto (che venne modificato innumerevoli volte) non venne mai alla luce, principalmente per cause burocratiche.

I veri problemi iniziarono tra il 1975 ed 1976, quando molti abitanti nei paesi vicini si lamentarono del rumore. E’ probabile che ci furono varie cause legali, malgrado il comune di Morano sul Po fosse favorevole al circuito. Ma non sapremo mai con certezza cosa successe, si sa soltanto che nel 1976 l’attività venne dimezzata, questo fu un colpo veramente difficile da digerire per i gestori della pista, perché con l’attività dimezzata la pista non riuscì a rientrare nelle spese, chiudendo nel 1977. Il 18 Agosto del 1977 una ruspa arò 500 metri di pista, rendendola di fatto inagibile. Ma non fu una vera fine, nel corso degli anni in tanti hanno lottato per una sua riapertura, come ad esempio nel 1980, quando la pista venne completamente riasfaltata. All’epoca si parlò di riaprirla nel 1981, tanto che venne anche costruito, nelle immediate vicinanze delle pista, un ristorante, che però non è di fatto mai stato utilizzato, ed ancora oggi, come il tracciato, versa in totale stato d’abbandono. Negli anni successivi ci sono stati altri tentativi, ma la realtà è che oggigiorno un progetto per la sua riapertura è di fatto irrealizzabile, in quanto la pista oggi si trova all’interno del parco fluviale del Po. Non servono quindi le numerose iniziative, ancora vive sui social network, per ridare vita alla pista, anche se ci sono molti gruppi di persone che ancora sognano una sua riapertura o la realizzazione di una nuova pista in Piemonte.

La pista oggi è molto diversa dagli anni ’70, l’asfalto è vecchio e rovinato dal Sole, i box sono fatiscenti loculi di cemento divenuti casa d’insetti e sporcizia, sembra il quadro d’un mondo post-apocalittico, un luogo silenzioso, dove il suono del rombo dei motori è solo nella tua testa. Delle strutture rimane ben poco, la torre d’osservazione è ancora in buone condizioni, mentre la struttura di controllo è un insieme di stanze vuote, rese belle solo dalla vena artistica di qualche artista di strada. Tutto questo non è privo di fascino, come la sbiadita scritta Fiat-Abarth e le vecchie bombole lasciate nei box, alcune delle pochissime traccie concrete del passato di questa pista.

La domanda che mi fanno in molti: “E’ possibile entrare?“. Praticamente si, ma attenzione: in origine la pista era recintata, oggi la recinzione è quasi completamente scomparsa, ma il terreno rimane comunque una proprietà privata, anche se di fatto è accessibile in quanto aperta. Consiglio solo prudenza, sopratutto all’interno delle strutture, ma questo è un consiglio comune a tutti i luoghi abbandonati. Malgrado sia abbandonata, esistono molte persone che visitano spesso la pista nei week and, ci gareggiano (malgrado l’asfalto) e l’utilizzano; un modo sano per rendere onore ad un luogo che malgrado l’incuria, rimane comunque vivo e fiorente nel cuore e nell’anima di tante persone. Una pista abbandonata, si, ma ancora viva.

Video:

Ho girato anche un video in questo luogo:

 

Altre foto:

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18 Commento
  1. paola 3 anni ago
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    Ciao alberto, mi chiedevo se potevi gentilmente darmi i recapiti per visitare questa pista. Sono una appassionata di luoghi ormai lasciati a morire ma con tanto da offrire, se ti va, ho visto i tuoi video, possiamo scambiarci qualche info. Grazie millle a presto paola

    • Alberto Bracco 3 anni ago
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      Ciao Paola!! Certamente, dal link seguente trovi l’esatto punto (da Google Maps) che si trova la pista: http://goo.gl/maps/ckwFF

      Come puoi vedere si trova a sud di Morano Sul Po, si raggiunge facilmente da una piccola strada di campagna asfaltata (alcuni punti non sono in perfette condizioni), dalla mappa si vede facilmente la strada! :)

  2. Piercarlo 3 anni ago
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    Su questa pista ho visto molte e bellissime gare di auto, formula, turismo,e moto. Era una pista piccolina al principio cortina poi allungata, frequentata da piloti italiani poi da molti piloti di auto e moto svizzeri, emigrati in Piemonte dato il divieto di gareggiare in Svizzera
    Poi i cittadine deln comune si lamentarono che le galline, causa il rumore non producevano più uova,(vero) dopo molteplici cause fu chiusa.

    • Alberto Bracco 3 anni ago
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      Grazie per il commento Piercarlo! Mi sarebbe piaciuto moltissimo vederla in funzione all’epoca, è un vero peccato!

  3. Ramon 2 anni ago
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    E un peccato nn poterla più usare la pista,io sono andato dentro a visitarla in bici tt il tracciato ed e uno spettacolo,

    • Alberto Bracco 2 anni ago
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      Un posto unico, mi sarebbe piaciuto vederla quando era ancora aperta!

  4. Ugo 2 anni ago
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    Purtroppo molte piste vennero accomunate nel medesimo destino..:(
    Cosi fu anche per il Crossodromo di castelletto sopra Ticino (No) che chiuse definitivamente i battenti verso la metà degli anni 80. La causa principale fu come per la pista di casale il rumore che dava fastidio alle quattro case che si trovavano nelle vicinanze….(mah) poi il fatto che il crossodromo si trovasse nel Parco del Ticino. Ci furono proteste e manifestazioni di molti appassionati ma non ci fu niente da fare.
    Della struttura ad oggi rimangono una scalcinata biglietteria esterna e un cancello ruggine..all’interno tracce del vecchio tracciato. Una curiosità: percorrendo i tracciati il metal detector impazzisce. Chissà cosa c’è nel sottosuolo.

  5. Roberto 2 anni ago
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    Quanti ricordi….:!!!! ci andavo a bordo del mio Malanca 125 Bicilindrico….quanti sogni…La burocrazia e l’invidia dei paesi vicini per il succeso che aveva morano sul Po hanno fatto il resto…la conosco bene la storia..l’ho vissuta ..ogni sabato e domenica si era li ….a respirare l’olio di ricino …
    che malinconia
    bel servizio
    Ciao
    Roberto

  6. umberto 2 anni ago
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    Ciao vorrei se possibile provare ad organizzare
    un piccolo evento statico

    si può avere i contatti per avere maggiori informazioni?

    • Alberto Bracco 2 anni ago
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      Ciao! Che tipo di evento vorresti organizzare? Comunque ti conviene chiedere direttamente al comune di Morano Sul Po.

  7. Gianni Davico 2 anni ago
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    Alberto, grazie a questa tua recensione ho scoperto questo luogo. Ci sono stato oggi pomeriggio con mia figlia piccola. È stato molto interessante, molto particolare, immaginare tutte le storie che ha ospitato quel luogo, e pensare che di tutte quelle magie oggi rimangono solo memorie in persone non più giovani.
    Grazie, grazie davvero.

    Per Umberto (qui sopra) che chiedeva i contatti: la pista è di proprietà dei proprietari di una cava che si trova a un chilometro circa, verso il paese (l’ho scoperto oggi parlando con un signore del luogo).

    Gianni Davico
    http://giannidavico.it/

    • Alberto Bracco 2 anni ago
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      Grazie a te Gianni, mi fa piacere che quest’articolo ti sia piaciuto! Sospettavo che il proprietario fosse della cava subito vicino, ma non ho mai avuto la fortuna di parlarci! Ciao!

  8. Fiori Antonio 2 anni ago
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    Sono amante di tutto cio che ruota mi piace la velocita, ma vedere un gioiello dove ARTURO MERZARIO ha appoggiato piedi e gomme, abbandonato cosi, dopo aver messo piedi a varono vairano pergusa franciacorta ecc. ecc.la mia domanda forse sciocca è, si può riprovare con la formula elettrica?

    • Alberto Bracco 2 anni ago
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      Bella domanda! Sarebbe fantastico se ci gareggiassero in Formula E! Solo che è molto difficile, perché oggi trovandosi in un parco naturale anche solo i lavori necessari per il recupero della pista sono un miraggio.

  9. PAOLO64 1 anno ago
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    Ciao Alberto e complimenti per questo post cosi’ suggestivo e affascinante ; ho 50anni e ho vissuto da bimbo la malattia dei motori che sorgeva ovunque , dove abito io in Umbria c’era anche un circuito cittadino per motovelocita’ e innumerevoli gare in salita tra gli anni 60 e 70 , senza parlare del proliferare di piste di motocross ed enduro , senza tanti problemi di permessi , la gente amava e voleva certe manifestazioni.Ricordo vagamente questo circuito,dato che a 10-12anni comparavo sempre Autosprint e MOtosprint…grazie, bellissima testimonianza,ho le coordinate e appena potro’ ci faro’ un salto , affascinato anche io da luoghi cosi’.

  10. Ivano 1 anno ago
    Reply

    Ottimo video che da un po’ di giustizia ad un luogo sacro a noi dei motori. Italia basta dire la parola per dire abbandono ed idiozzie burocratiche. Ad Orbassano sono riusciti a riaprire una pista di cross. Con mille problemi superati. Bisognerebbe fare come loro.e cercare di rifarla funzionerebbe

  11. Domenico fogliati 1 anno ago
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    Ricordi di tempi passati…dove si potevano costruire sogni
    Oggi ti propinano play station e gare virtuali
    Ricordo piste da cross abbandonate per assurde cause…
    Lombardore…..e altre….

  12. nicola tiberi vipraio 11 mesi ago
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    Nicola
    Con piacere ho avuto modo di conoscere il tracciato conoscendo già” la storia di questa pista a meta” degli anni 70 avevamo un moto club e l”amico pilota gareggiavs nel campo italiano junior poi passo” senior e ci fece le finali del campionato italiano junior nel 76 con un HD 250 con l”ottavo tempo la domenica corse sotto una pioggia battente lo stavamo ricordando proprio ieri

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