Pub/Ristorante/Campeggio abbandonato

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Tra i tanti posti abbandonati che ho visto questo è uno dei più particolari, perché include più tipi di luoghi in un unico punto. Se fossimo al supermercato potremmo dire che in questo caso c’è l’offerta 3×1, prendi tre e paghi uno. Un vero affare. Lasciatevi guidare attraverso le mie parole, in questo piccolo angolo di mondo che mantiene intatto il tipico e nostalgico odore anni ’80.

Mio padre andò a prendere un caffè qui quando io ero più o meno un neonato. Questa è stata la mia prima scoperta del luogo. Non è strano, dopotutto per numerosissimi anni è stato uno dei locali più in voga di tutta la zona, non solo perché permetteva un gran numero d’attività, ma anche per la cortesia e la calorosa accoglienza del personale che vi lavorava.

Il periodo d’oro di questo locale avvenne proprio negli anni ’80 quando i campeggi andavano molto di moda e questa zona era anche frequentata da una particolare tipologia di turisti. Il locale si trova proprio accanto ad uno splendido lago naturale, una pozza d’acqua di formazione glaciale, formatasi durante l’ultima glaciazione, risultato dell’attrito prodotto dal ritiro d’un grande ghiacciaio. Non è un lago di grandi dimensioni: ha una superficie dello specchio d’acqua di 0,07 km², malgrado ciò dal punto di vista zoologico, botanico e geologico ha un’ importanza elevatissima.

Ovviamente la presenza d’un lago porta due risorse: il turismo (in particolare turisti tedeschi e del nord Europa) e la pesca. Quest’ultima attività è stata per anni cardine del locale, che divenne praticamente un punto di ritrovo per moltissimi appassionati. Il lago è stato per anni aperto alla pesca ed alla balneazione, ma svariati problemi hanno causato il divieto di queste attività, in particolar modo sono le alghe il vero problema, che in certi periodi hanno cambiato la colorazione dell’acqua, portandona da trasparente a rosso sangue, resa di fatto pericolosa per la salute umana. Le acque sono quindi inutilizzabili, anche se la problematica delle alghe è periodico, l’acqua passa da periodi di non balneabilità, a periodi balneabili. L’acqua rossa era già stata segnalata nel 2005 e successivamente anche nel 2016. Oggi il problema sembra essere nuovamente scomparso. Quanto ha inciso la non balneabilità del lago alla chiusura di questo pub/campeggio?

Non è facile rispondere ad una domanda del genere, ma è semplice pensare che per colpa di problematiche di questo tipo l’entrate economiche diminuirono spaventosamente, sopratutto per quanto riguarda il campeggio e l’attività di pesca. Ma la chiusura non dovrebbe essere avvenuta per fallimento, ma per la morte della proprietaria, che di fatto era la colonna portante di quest’impresa. La chiusura è avvenuta esattamente nel 2008, anche se con periodi differenti, ad esempio il campeggio è stato chiuso anticipatamente rispetto al pub ed al ristorante, alcune fonti specificano che questo campeggio era di gestione comunale, ma non sono riuscito a verificare le fonti.

Nel primo piano del locale era disposto il ristorante, nella stanza iniziale c’era un bancone adibito a bar ed era anche il punto dove si trovava la cassa per il pagamento. Nella stanza successiva c’era il ristorante vero e proprio, possiamo immaginare numerosi tavoli, che venivano disposti anche all’esterno, dove si poteva cenare con la romantica vista del lago.

Era anche una pizzeria, ancora oggi nella piccola cucina sopravvive il forno. La cucina principale si trovava però nel piano sottostante, dov’era anche adibito il pub. Era un pub dallo stile molto “irlandese”, qui venivano anche organizzati piccoli concerti, si nota ancora il palco dove le band si esibivano, curiosamente sopravvivono ancora bicchieri e resti di birre. Ricordi di vecchie sbronze e feste ormai concluse.

All’esterno poi c’è il campeggio, l’entrata ha un aspetto post-apocalittico. Se siete appassionati di film, potreste immaginare di poter girare delle perfette scene di qualche pellicola horror/zombie senza nemmeno l’uso di effetti speciali o particolari scenografie. Dentro al campeggio non sopravvivono tanti resti, ci sono i bagni, con ancora appesi tipici cartelli anni ’70 ed i punti dov’era possibile lavare i piatti e le pentole. E’ curioso notare la presenza d’una roulotte, che purtroppo è stata completamente devastata da alcuni vandali. Il campeggio è piuttosto ampio, ma nemmeno gigantesco, permetteva comunque lo stanziamento d’almeno una ventina di tende e camper. Curiosa la presenza d’un palo vicino alla riva del lago, sopra questo palo un tempo sventolava una bandiera, che indicava la presenza di questo campeggio. Quei tempi sono ormai conclusi.

Per finire c’è ancora il secondo piano del locale, era la zona privata, qui vi abitavano i proprietari. E’ un ambiente piccolo, costruito nella soffitta. La camera da letto è ancora piena d’oggetti, con addirittura fotografie private che appartenevano ai proprietari. Qualcuno ha addirittura scardinato dal muro la cassaforte, molto probabilmente dei ladri professionisti.

Il secondo piano è quindi la parte dove più sopravvivono oggetti di vita quotidiana, compresi anche molti vestiti, ormai macilenti. Come avevo scritto all’inizio, questo posto è molto complicato, perché racchiude in se molti tipi di realtà. Mi piacerebbe concludere quest’articolo con una frase filosofica, con un messaggio di speranza, o più semplicemente con una riflessione su quest’abbandono. Ma non farò nulla di tutto questo. Preferisco che siano le immagini a parlare per me.

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