Resti d’un alluvione

Nov 21, 2016 0 commenti by

Il titolo di quest’articolo potrebbe sembrare strano, però in quest’articolo il maltempo è il protagonista d‘una pagina di storia del Piemonte e Valle d’Aosta che non deve assolutamente essere dimenticata. Pertanto torneremo indietro nel tempo, fino al 2000. Contrariamente a come faccio di solito, in quest’articolo parleremo d’un evento relativamente recente, un’ archeologia moderna che ci porta a visitare l’ultime rovine rimaste di quest’alluvione, una vera e propria “fotografia tridimensionale” della devastazione del fiume e della potenza della natura.

Non ho tantissimi ricordi di quest’alluvione, all’epoca avevo appena 11 anni, ed avevo da poco iniziato la prima media. Ricordo che  tutto questo avvenne poco prima dell’inizio del week end, si vociferava dell’arrivo d’un alluvione su tutto il Piemonte. Ma tutto sommato nel mio paese non si registrano particolari danni, a fine preventivi, forse ricordando la ben più devastante alluvione del 1993 (che ricordo ancora meno), vennero chiusi i vari ponti sull’Orco ed il Malone, ma nulla di più che quel disagio passeggero. Discorso diverso fu per altri punti del Piemonte (e della Valle d’Aosta). A pagare caro furono in molti, e le rovine ritratte in quest’articolo sono l’ultima testimonianza diretta esistente di quell’alluvione!

Sabato 14 Ottobre 2000, ore 18:00, è già alluvione. L’acqua cadeva scosciante, ininterrottamente precipitava fitta, senza interruzione. Qualcuno è arrivato a definire quest’alluvione come la piena del secolo. Sicuramente sono i classici titoli giornalistici adatti a vendere qualche copia di giornale in più. Però l’alluvione in certe zone fu letteralmente devastante, intere famiglie furono costrette a lasciare nel giro di pochi minuti tutta la propria vita, per salvarsi dalla piena imminente. Solo per la Valle d’Aosta fu una delle peggiori calamità naturali degli ultimi 200 anni. Ci furono 19 morti, migliaia di sfollati e miliardi di lire i danni in termini economici.

Questi disastri nel giro di qualche anno tendono a non lasciare più segni visibili, la vita va avanti e la ricostruzione, seppur lenta, è comunque inesorabile. Basti pensare ai tanti ponti che sono crollati dopo quest’alluvione, ma che dopo pochi anni sono stati ricostruiti. E’ quindi molto raro, dopo più di 15 anni, trovare dei resti di questi disastri. Questa rarità si trova nel comune di Moncrivello, in aperta campagna ci sono i resti d’un gruppo di sfortunate case, che portano ancora i segni di quel maledetto fine settimana. Si trovavano ad appena 250 metri dal fiume della Dora Baltea, l’acqua qui arrivò implacabile, portò via tutto: ricordi, oggetti e frammenti di vita, fortunatamente non ci furono vittime, perchè le persone vennero fanne evacuare in tempo, ma i danni furono ugualmente ingenti ed incalcolabili, ad oggi si sommano i danni dovuti a più di 15 anni d’abbandono, le case sono ancora in piedi, ma comunque percolanti, alcune stanze si sono trasformate in discariche e si nota ancora ben poco delle tranquille vite che passavano tra queste ormai fredde mura.

Si notano però ancora alcuni segni, ad esempio una delle stanze sembra quella che un tempo era una pizzeria, o comunque un ex ristorante. Un altra casa invece non ha più il tetto, e si mantiene in piedi per un puro miracolo fisico. Esiste ancora un triste porticato, che in epoca d’ora doveva essere bellissimo, ma oggi invece esprime solo tristezza.

Non è chiaro chi vi abitasse, io stesso non sono riuscito a trovare gli ex proprietari, è comunque facile immaginare che tra queste odierne rovine vivessero almeno 3 famiglie. C’è da chiedersi come sia stato possibile tutto ciò, basti pensare che la Dora Baltea nel mese d’Aprile in media ha una portata ci circa 230 m³/s , ma in quei terribili giorni d’alluvione arrivò a ben 3.100 m³/s! Con una simile quantità d’acqua è quasi inconcepibile pensare alla violenza ed alle sproporzionate forze ed energie in movimento. Inoltre queste case hanno avuto la sfortuna di trovarsi in un piccolo avvallamento di 3 metri rispetto alle case nelle vicinanze, differenza che è stata letale, in quanto l’acqua ha letteralmente sommerso le case durante il suo passaggio. Ad aumentare la forza dell’acqua fu anche una diga, che dista circa 3 chilometri da queste case, ancora oggi c’è chi punta il dito verso questa struttura, che sicuramente ha avuto il suo ruolo per quanto riguarda la forza distruttrice del fiume.

Una brutta storia quindi, che non va assolutamente dimenticata, queste rovine moderne sono importantissime, perchè sono un grande monito per il futuro e sul fatto che disastri di questo tipo avvengono, più di quanto possiamo immaginare, quest’articolo non vuole assolutamente essere allarmista, ma ritengo che sia importante mantenere viva la memoria di questo terribile avvenimento che non va assolutamente dimenticato.

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Autore articolo:

Amministratore e fondatore di questo sito, fotografo e videomaker. Ha iniziato a fotografare nel 2010, dal 2013 in poi ha iniziato ad esplorare posti abbandonati, realizzando e pubblicando video su Youtube. Instancabile, curioso ed un po' spericolato. E' sempre alla ricerca di ciò che è nascosto, e che attende d'essere documentato.

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