Ruderi del Castello di Balangero

Feb 04, 2014 2 Commenti by

Balangero è un piccolo comune del Piemonte, si trova ad una trentina di chilometri da Torino (linea d’aria) ed a pochi chilometri da Ciriè. A prima vista è un paesello come tanti altri, ma non c’è nulla di più sbagliato di questo pensiero, tutti i luoghi nascondono qualcosa e Balangero non fa di certo eccezione. In futuro scriverò un articolo interamente dedicato a questo paese, entrando in dettaglio sulla sua storia ed i suoi racconti, quest’articolo si focalizza invece su un particolare luogo di Balangero, quello che un tempo era un temuto e rispettato Castello difensivo.

Non è facile trovare ciò che rimane del Castello di Balangero, si trova in una posizione non centrale al comune, anche se è raggiungibile in pochi minuti dalla Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, centro nevralgico del borgo. I ruderi del castello si trovano in cima ad una collina conosciuta come “Truc”, come già scritto, subito dietro la chiesa parrocchiale. Ciò che rimane oggi non sono altro che i resti d’un antica gloria, ruderi che per anni sono stati dimenticati e lasciati all’incuria più completa, negli ultimi anni, grazie alle rievocazioni storiche, i ruderi sono stati più volti puliti.

Il corpo deturpato dal tempo del castello, osserva Balangero dall’alto, in una posizione strategicamente favorevole alla guerra ed un possibile assedio nemico. La collina dove esso sorgeva, malgrado non sia estremamente alta, offre una visuale del territorio circostante molto completa, permettendo addirittura di vedere la città di Torino e Superga.

Panorama dalla collina del Castello.

Il Castello ha origini molto antiche, venne con certezza costruito nel X secolo dai Longobardi, ma considerando l’origini romane di Balangero, è facile pensare che questa collina venne quasi sicuramente utilizzata anche in epoca precedente, arrivando addirittura ai Celti (popolazione che abitò a lungo in queste terre). Il castello è comunque stato ricostruito e modificato più volte nella sua storia.

Ad osservare ciò che rimane oggi non si direbbe, ma un tempo era una fortezza di prim’ordine, che raggiunse il massimo splendore sotto la guida del Conte Verde (Amedeo VI), che espanse e modificò il castello nell’inverno del 1343, costruendo quattro Torri all’epoca denominate: la Bianca, la Nera, del Visconte o di Donna Ambrosia e la Turris Portae.

Le Torri erano collegate tra loro da profondi sotterranei e mura merlate percorse da corsi che le collegavano fra loro. Dei sotterranei rimangono ancora oggi alcune tracce, anche se è ovviamente controindicato accedervi (nei pochi punti non crollati). Oggi rimangono solo alcuni porzioni delle mura della struttura, anche se è possibile scorgerne la forma originaria.

Il motivo del suo abbandono (o forse sarebbe meglio parlare di distruzione) potrebbe risalire al 1347, anno ove la struttura subì uno degli attacchi più devastanti. Ancora oggi sopravvivono nella memoria storica e popolare i racconti di quel tremendo assedio, si narra di macchine da guerra simili a fionde che lanciarono sassi sopra la struttura, dell’uso della polvere da sparo e di altre macchine da guerra simili alla schioppo. Malgrado il passare inesorabile dei secoli, ancora oggi quell’assedio viene rievocato ogni anno, tra le rovine ormai morte di quello che fu un antico gigante di pietra.

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Autore articolo:

Amministratore e fondatore di questo sito, fotografo e videomaker. Ha iniziato a fotografare nel 2010, dal 2013 in poi ha iniziato ad esplorare posti abbandonati, realizzando e pubblicando video su Youtube. Instancabile, curioso ed un po' spericolato. E' sempre alla ricerca di ciò che è nascosto, e che attende d'essere documentato.

2 Responses to “Ruderi del Castello di Balangero”

  1. Marco says:

    Bell’articolo e belle foto, grazie! Marco (balangerese “trapiantato” a Torino sud)

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