La classica villa dei fantasmi

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Tempo fa avevo caricato su Youtube un video dal titolo molto sofisticato: “Villa dei fantasmi abbandonata“. Numerose persone s’adirarono per un titolo tanto forte, accusandomi d’aver scelto questo titolo per attirare visualizzazioni. Questo perché nel filmato in questione non si vedevano fantasmi ed in fin dei conti non succedeva nulla di particolare.

Voglio quindi trasmettere a parole le sensazioni che ho provato durante quest’esplorazione, così da far comprendere i motivi di tale titolo, ed allo stesso tempo di comunicare tutte quelle emozioni che difficilmente possono essere impresse in un sensore digitale d’una macchina fotografica. Premetto che io non sono allineato alla classica linea di pensiero sul paranormale, non credo infatti che i “fantasmi” esistano realmente, ho una mia personale visione dell’argomento. Non sono nemmeno un materialista convinto, credo fermamente che ci siano fenomeni che superino il normale svolgimento di “causa – effetto”, fenomeni naturali che sorpassano la barriera della “normalità” e che non sono verificabili con i normali metodi scientifici basati sulla statistica. In fin dei conti conosciamo meno del 10% delle leggi fisiche che regolano l’universo, abbiamo appena sondato ciò che avviene a livello quantistico, non deve quindi sorprenderci che esistano eventi acausali.

Perché questa prefazione? Cosa c’entra quest’argomento con questa villa? La prima sensazione che ho provato varcando questa soglia è stata una percezione. Negli ultimi anni ho sviluppato una certa sensibilità (nel miei limiti), può capitare quindi che certi luoghi particolarmente suggestivi possano darmi sensazioni contrastanti anche senza un apparente motivo.

Questa villa è impregnata di ricordi, sono i veri fantasmi che vagano tra queste mura. Andando nel campo della psicologia si potrebbe dire che questa villa fa avvenire qualcosa a livello inconscio, essa dopotutto simboleggia il passato remoto, è quasi un archetipo, un simbolo d’un epoca passata, che seppur non così remota, appaga l’io interiore ed allo stesso tempo l’inquieta.

La villa è suddivisa in due appartamenti, il primo a sua volta è suddiviso in circa 5 appartamenti più piccoli. Questa prima parte è quella meno sensazionale. Le emozioni contrastanti arrivano quando si varca la soglia del secondo appartamento. Da qui tutto cambia, risiede costantemente la sensazione d’essere osservati, certi dettagli sono emblematici: la carta da parati spettralmente discesa dal muro, il bagno in piastrelle nere anni ’60, i letti ottocenteschi misteriosamente bruciati ed una porta rossa ancora chiusa.

Ma forse il luogo della casa che meglio colpisce l’immaginazione è la soffitta. O meglio: La soffitta dei ricordi. E’ come se fosse una capsula del tempo, un appassionato del passato potrebbe rimanerci per intere giornate, perché dentro la soffitta di questa villa è rimasto praticamente tutto. Ci sono centinaia di giornali, dagli anni ’60 fino agli anni ’80, tante fotografie ed oggetti residui di qualche viaggio. Ci sono pure le decorazioni natalizie ed infine una cassapanca ove sono riposti i quaderni di scuola di qualcuno. Sono tutti datati anni ’70 e comprendono quasi tutte le materie: matematica, italiano, storia e geografia. La scrittura è ordinata, forse di tipo maschile. Non ho indagato oltre e mi sono rifiutato di leggere cose strettamente personali, ci sono limiti che non bisogna varcare.

Anche in questo caso non sono riuscito a spiegare bene le sensazioni che ho provato, ma spero che quest’articolo faccia comprendere quanto certi posti abbandonati siano carichi di emozioni. Vedo molto spesso persone che vanno ad esplorare scattando foto all’impazzata, con il solo obbiettivo d’una fugace quanto inutile apparenza sui social network, vi invito ad esplorare tenendo aperta la mente, potreste provare sensazioni meravigliosamente spaventose.

Il mio video:

Altre foto:

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