Villa “Dora” abbandonata

Mag 04, 2016 0 commenti by

Non penso che servano parole per descrivere la meraviglia. Non credo che siano necessarie fotografie per ritrovare il senso di stupore. Eppure, come esseri umani, ne siamo alla continua ricerca, specialmente chi ama l’abbandono è affamato di quel senso di meraviglia, quell’estasi dei sensi che i bambini trovano con facilità e che, forse, noi “bambini troppo cresciuti” invidiamo. Villa “Dora” vi riporterà bambini, perché lo stupore tra queste mura, è di casa.

Questa villa non è facile da trovare, io ho avuto la fortuna d’avere un suggerimento da un amico (che ringrazio!), altrimenti adesso non sarei qui, a scrivere quattro righe per provare a rivivere tali attimi di stupore. Ma sono consapevole che le parole siano sterili in confronto alla realtà, ma voglio comunque provare a raccontarvi le mie emozioni, a cercare d’estrapolare la storia di questa villa, che sembra scomparsa dalla memoria collettiva.

La villa non la vedrete dalla strada, se giungete in questo punto del pianeta è perché questa è la vostra destinazione. Mano a mano che vi avvicinerete, noterete le classiche transenne rosse, in più punti aperte, che v’inviteranno ad entrare. La prima cosa che noterete sarà la piccola chiesa, non conosco il suo nome, è ancora in discrete condizioni, compatta ed accogliente, ai suoi tempi d’oro era un piccolo gioiello. Oggi la sua entrata è nera, come il futuro che l’aspetta.

Ma la chiesetta è solo un antipasto del tour dello stupore che stiamo percorrendo; proseguendo, noterete subito i sentieri. Misteriosi e battuti, scoprirete con stupore che non siete i primi esseri viventi a mettere piede su questo mondo, altri prima di voi sono giunti qui: curiosi, gatti e serpenti, tutti uniti dalla ricerca di pace nell’abbandono. Seguendo questo sentiero vi troverete di fronte alla villa, alta e fiera, è un edificio dai lineamenti netti ed eleganti. Il porticato che si sviluppa su tre piani è forse una delle cose più belle, architettonicamente parlando, che potete osservare in una struttura di campagna.

Ebbene si, non si trattava d’una semplice villa signorile, accanto alla villa c’è una cascina, dai toni meno sontuosi e più spartani, è possibile che ci vivesse una famiglia alle dipendenze dei padroni della villa. Non lo sapremo mai.

Una delle stanze della cascina. Questa era la cucina.

Il piano terra è curiosamente più essenziale, ed era occupato da alcune stalle, le fondamenta sono sicuramente più vecchie dalla struttura superiore, è quindi probabile che la Villa sia stata ricostruita in un anno imprecisato dell’800, ma che di fatto sia molto vecchia (antecedente al 1700? Probabile). Nella prima stanza del piano terra noterete subito un vecchio contatore “nero” tipico degli anni ’70, è quindi possibile che l’abbandono sia avvenuto in un periodo che va dagli anni ’70 all’inizio degli anni ’90. Purtroppo non ci sono informazioni in merito, così come non esistono documenti che attestano i motivi dell’abbandono, usando l’intuito possiamo affermare che l’abbandono è avvenuto da circa gli anni ’80 e che la villa sia caduta in disuso dopo la morte del proprietario. Tutte ipotesi da prendere con le pinze.

Le scale sono qualcosa d’osceno, sottili e fatte solo di mattoni, sembra che possano crollare con un semplice soffio, è quindi molto pericoloso percorrerle e molto probabilmente che crolleranno entro pochissimi anni. Una volta salite le scale vi trovare davanti allo spettacolo più bello che la Villa può offrirvi, una splendida stanza affrescata.

I colori sono ancora in ottimo stato di conservazione, sicuramente è un affresco molto vecchio, non conosco il nome dell’artista, nei disegni sono raffigurati vari paesaggi della Dora Baltea d’Ivrea. Sorprendentemente non è stato toccato dai vandali, ecco perché in questo articolo non rivelerò l’esatta posizione della villa.

Le altre stanze sono tutte splendidamente decorate, a partire dalla tappezzeria, ancora (tutto sommato, considerando l’abbandono) in buono stato di conservazione. Ancora si può notare la vecchia cucina, la sala da pranzo, il balcone e forse un piccolo studio. Nei piani superiori, se siete abbastanza folli da percorrere le scale e non avete la minima idea dell’altezza sotto i vostri piedi, potete trovare altre stanze, ma questa volta senza affreschi, in questo parte c’erano sicuramente le stanze da letto, purtroppo le pessime condizioni dei pavimenti rende l’esplorazione di questa zona della casa molto difficoltosa, il tetto infatti non è più completamente impermeabile come un tempo e lentamente sta letteralmente cedendo.

Curiosamente la villa non ha sotterranei o cantine, anche se esiste la possibilità che io non sia riuscito a trovarle, pare strano, perché proprio accanto alla villa un tempo c’era uno splendida quanto straordinaria vigna, che produceva un pregiatissimo vino locale. Di questa magnifica vigna si nota ancora qualcosa sul retro della casa, ma della magnificenza d’un tempo non è rimasto che un flebile ricordo.

Nella parte agricola, le scale sono crollate (o sono state tolte), ma c’è una piccola curiosità: nelle stalle ci sono ancora le traccie originali degli animali, rimaste intatte dopo almeno 20 anni d’abbandono. Per viaggiare nel tempo non serve la macchina, ma basta l’immaginazione.

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Autore articolo:

Amministratore e fondatore di questo sito, fotografo e videomaker. Ha iniziato a fotografare nel 2010, dal 2013 in poi ha iniziato ad esplorare posti abbandonati, realizzando e pubblicando video su Youtube. Instancabile, curioso ed un po' spericolato. E' sempre alla ricerca di ciò che è nascosto, e che attende d'essere documentato.

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