La polveriera abbandonata dove facevano munizioni per la seconda Guerra Mondiale

La polveriera abbandonata dove facevano munizioni per la seconda Guerra Mondiale

23/02/2023 0 Di Albyphoto

Conosciuta storicamente come “Ex Polveriera Cantone”, era l’area del compendio del deposito di armi del cantone Val Tidone, provincia di Piacenza. Ex zona militare che si estende per circa 108 ettari di terreno, coprende porzioni di ben 3 comuni differenti: Agazzano (3%), Piozzano (67%) e Pianello (35%).

Una zona naturale molto affascinante, in cui all’interno ancora oggi sopravvivono innumerevoli costruzioni e manufatti provenienti da epoche remote. La zona è dismessa da molto tempo. Come tutte le zone militari è difficile reperire informazioni precise, posso dirvi che fino alla fine degli anni ’80 era ancora parzialmente operativa ed all’interno c’erano soldati che vi lavoravano. Se oggi possiamo camminare al suo interno è per merito d’una bonifica avvenuta nel 2011. Nel 2020 sono stati aggiunti cartelli informativi e panchine, anche se nell’agosto del 2022 l’area risultava momentaneamente chiusa al pubblico per una messa in sicurezza (oggi in teoria dovrebbe essere aperta).

L’ingresso dell’ex polveriera

L’abbandono è avvenuto dopo il 1988, quando il tutto è stato velocemente dismesso dall’esercito. Gli edifici più importanti si trovano all’ingresso, dove c’è tutt’ora l’ex palazzina della Direzione, la struttura più antica, che venne costruita nel primo ventennio del 1900, mentre la palazzina degli ufficiali venne aggiunta intorno agli anni ’60, con capannoni utilizzati come officina ed autorimessa.

La zona venne resa operativa tra il 1934 ed il 1935, all’epoca il paese era impegnato nella prerogativa di costruire il cosiddetto Impero coloniale, la suddetta polveriera contribuì nel suo piccolo allo stoccaggio ed all’invio di munizioni per il conflitto in Abissinia, iniziato nel maggio del 1936.

Uno dei ponti all’interno della zona militare.

Nei primi anni dovevano essere operativi almeno una cinquantina di soldati all’interno della polveriera, che svolgevano prevalentemente mansioni di stoccaggio, trasporto e sorveglianza delle armi, che venivano a loro volta prodotte da fabbriche presenti nel territorio nazionale.

Una bomba inesplosa trovata nel 2018 [Fonte Immagine]

I ritrovamenti di vecchie munizioni belliche inesplose sono state, per un lungo periodo, all’ordine del giorno nel corso degli anni. Ad esempio nell’aprile 2018 venne trovato un proiettile di mortaio inesploso dalla lunghezza di 30 centimetri. Questo fa comprendere la quantità di armi e munizioni che erano depositate decenni fa. La polveriera ebbe un ruolo centrale nel periodo della seconda guerra mondiale. Finito il conflitto, il 22 dicembre del 1955 vennero costruiti ulteriori manufatti, continuando a funzionare per molti decenni successivi.

La tragedia:

Finita la seconda guerra mondiale il Ministero dal 1950 aveva dato in affitto l’area alla ditta S.E.L.E.R. incaricata allo scaricamenti di proiettili e residui bellici. Il 1 dicembre 1955, mentre erano in corso operazioni di smaltimento di materiale bellico, esplose accidentalmente un autocarro! Morirono 9 persone, fu una tragedia terribile. Erano le 8:30 del mattino, delle 9 vittime, c’era anche il figlio del capo della ditta che si occupava dello smaltimento, un giovane di 29 anni. Sono stati letteralmente polverizzati. Nell’esplosione morirono o rimasero feriti anche: il titolare della ditta, 4 guardie giurate, 2 autisti, 2 artificieri. Quella stessa mattina l’accaduto venne riportato anche in parlamento.

La tragedia riportata nella Gazzetta Ufficiale dell’epoca.

Video:

Ho girato un video completo di questo posto, dove potete vedere quasi tutto quello che è ancora visibile dell’ex polveriera.