Gigantesca cartiera abbandonata “De Medici”

Gigantesca cartiera abbandonata “De Medici”

15/05/2024 0 Di Albyphoto

La carta è un materiale di natura vegetale, trattato con numerosi elementi, che si ottengono attraverso un complessa lavorazione, dei fogli utili a molti scopi, tra cui: la scrittura, il disegno, la stampa, gli imballaggi e molto altro. L’origine della parola “carta” è tutt’ora fonte di discussione: potrebbe derivare dal termine latino Charta o dal greco charássō. Entrambe le parole si possono tradurre con “incidere” e “scolpire”.

La carta è da sempre un elemento caratteristico a molte culture e civiltà, dal quale non solo è stato possibile trasmettere la conoscenza e la storia, è stato anche quell’elemento che ha permesso di tramandare una grande porzione dell’anima umana attraverso l’arte della scrittura. Ma con l’avvento dell’era della digitalizzazione quest’antico mondo di carta ha iniziato a scomparire, lasciando spazio a freddi byte scritti in qualche memoria di silicio. Ho voluto introdurre quest’articolo parlando della carta, perché è la vera protagonista di quello che si faceva in questa fabbrica: carta di qualità.

Creare la carta è un arte, non è possibile improvvisare una fabbrica di questo genere, perché servono tutta una serie di elementi e fattori per permettono lo sviluppo di questo particolare prodotto. L’elemento più importante per la realizzazione della carta è sicuramente la cellulosa, ma ancor più importante è un elemento decisamente più semplice: l’acqua. L’acqua ha molteplici funzioni: funge da legante per le fibre, è utile nei processi chimici, come metodo di raffreddamento, viene utilizzata per produrre vapore (necessario per la produzione) e naturalmente anche serve anche per le fasi di pulizia.

Non è quindi strano scoprire che in questa fabbrica, l’Ex Cartiera De Medici, scorre tutt’ora al suo interno una grandissima quantità d’acqua, l’elemento vitale per tutto il processo produttivo. Questa cartiera è impressionante, è un complesso industriale titanico, costituito da un numero di capannoni quasi spropositato. Un complesso di queste dimensioni è legato ad uno sviluppo industriale che si è sviluppato esponenzialmente negli anni ’60 e che per quasi due generazioni ha garantito lavoro e futuro a migliaia di famiglie. Ma la storia di questa cartiera non inizia negli anni ’60, quel periodo fu il fiore all’occhiello di quest’attività. L’attività industriale per la produzione della carta iniziò addirittura prima del 1852. Nelle antiche carte degli Stati Sabaudi è possibile notare una piccola annotazione dove oggi giace quest’ex industria: “Fabbrica di Carta“.

Non è chiaro quando venne costruito il primo impianto industriale, che nella metà del 1800 era molto più piccolo, contava poca manodopera ed un livello produttivo estremamente basso. In ogni caso siamo di fronte alla cartiera più antica del territorio, che nel corso dei successivi decenni continuerà ad espandersi ed aumentare la produzione. Girovagando tra le rovine di questa fabbrica è possibile notare che alcuni capannoni rispecchiamo perfettamente lo stile industriale dei primi anni del ‘900, mentre altre parti del complesso sono con molta evidenza state costruite tra gli anni ’30 e l’inizio degli anni ’50.

Il nome storico di questa cartiera era “Binda De Medici“, nome che verrà cambiato in “Reno De Medici” nel 1985, quando avvenne un’ incredibile acquisizione da parte della storica Società Cartiera del Reno, azienda attiva dal 1967 e che si quoterà in borsa nel 1996. Nel 1986 questo stabilimento aveva una produzione di oltre 60.000 tonnellate di carta. Fu negli anni ’90 che iniziò il declino, un declino infame, ma che era già percepibile nell’aria da tempo… nel 1997, malgrado la capacità produttiva fosse ai massimi storici, avvenne una fusione della società Reno De Medici con la Saffa. [Fonte notizia] Questo fu in qualche maniera l’inizio della fine. Negli anni successivi ci saranno turbolenti cambiamenti, ulteriori fusioni, ampliamenti di produzione. Ma fu tutta una grande illusione: la chiusura di questa cartiera avvenne ufficialmente il 15 settembre del 2003. [Fonte]

Nel 2006 i vertici dell’azienda comunicarono la decisione di smantellare tutto il complesso industriale, con l’intenzione di smontare tutti i macchinari e trasferire la produzione in India, dove i costi umani ed economici del lavoro sono quasi del tutto gratuiti. [Fonte notizia] Effetto globalizzazione. Uno dei mali del mondo moderno. Non avrei voluto scrivere un articolo polemico, ma osservare oggi questi ambienti mastodontici risveglia una rabbia sociale presente in tutti noi. Questi ambienti decadenti, completamente vuoti, hanno un carattere puramente simbolico: nel 2003 si è spento silenziosamente un sistema industriale antico di secoli, nell’apatia più completa da parte delle istituzioni.

Tra il 2012 ed il 2013 avvenne un rave party che diede un senso, seppur assurdo ed illegale, a questo gigantesco spazio vuoto. Avvenne un ulteriore festa illegale tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Una fine senz’altro indegna d’un complesso industriale che ha fatto la storia delle produzione industriale della carta in Italia.

Video:

Ho anche realizzato un video-esplorazione all’interno di quest’ex complesso industriale! Lo puoi guardare direttamente da qui: